Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/32: Contratto normale di lavoro per il personale domestico (CNL personale domestico) · 26 pagine

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regionalizzazione secondo le sette grandi regioni25 distinte dalla RSS è quindi stata ritenuta in questo caso inadeguata.

La regionalizzazione dei salari nell’economia domestica potrebbe rivelarsi problematica anche per un altro motivo: le regioni a bassi salari comprendono spesso anche «isole» con salari elevati (ad es. Zermatt nel Canton Vallese). La determinazione di regioni salariali potrebbe non considerare questa circostanza.

Una possibile variante sarebbe la differenziazione dei salari secondo il luogo. Per poter determinare qual è l’uso secondo il luogo occorre tenere presente che la maggior parte degli impieghi si collocano nei grandi centri economici urbani e nei loro agglomerati (AG, BE, BS, GE, VD, ZH), ossia in una zona urbana in cui i salari, per esperienza, sono più elevati che nella parte rurale della stessa regione ma dove, in alcuni rami, l’offerta di manodopera influisce sul livello dei salari. Ne deriva che in alcuni rami di riferimento, data l’offerta di manodopera proporzionalmente più scarsa, il livello dei salari nelle zone rurali è più elevato che nelle zone urbane.

Va infine rilevato che anche nei rami provvisti di un CCL si osserva una tendenza verso un salario unitario piuttosto che verso una differenziazione regionale, ad esempio nell’industria alberghiera e della ristorazione e in parte nell’edilizia. Nell’industria alberghiera e della ristorazione si attribuisce però maggiore importanza, nella struttura salariale, al riconoscimento della formazione.

Vi è anche da considerare che nell’economia domestica molti lavoratori vivono in comunione domestica con il datore di lavoro, che più di un quarto del salario può essere versato in natura26 e che questa parte di salario in natura viene calcolata dalle assicurazioni sociali secondo un importo unitario e senza una differenziazione regionale.

In conclusione, la differenziazione dei salari secondo le regioni nell’economia domestica è sconsigliabile. Da un lato, perché i dati disponibili non consentono di effettuare calcoli affidabili e, dall’altro, perché è presumibile che la struttura dei salari nell’economia domestica non possa essere definita in funzione di differenze regionali. Il gruppo di periti è pertanto giunto alla conclusione che una differenziazione dei salari minimi secondo le qualifiche dei lavoratori corrisponde meglio alle condizioni del ramo. Per questo motivo il progetto di ordinanza non prevede alcuna differenziazione regionale, ma definisce un modello salariale in base alle qualifiche.

3.6 Determinazione del salario minimo

3.6.1 Categorie salariali

Lo studio del prof. Flückiger (v. sopra, punto 2.2.2) indica che i lavoratori a tempo pieno e a tempo parziale senza una qualifica professionale, con un tasso di circa il 50 per cento, sono fortemente sovrarappresentati nell’economia domestica – sul totale dei lavoratori il tasso è del 15 per cento – benché la formazione professionale di base triennale di impiegato/impiegata

25 Zurigo, Svizzera nord-occidentale, regione del lago di Ginevra, Espace Mittelland, Svizzera centrale, Svizzera orientale e Ticino. 26 Articoli 11 ss. dell’ordinanza del 31 ottobre 1947 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS); RS 831.101.