Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/1: Legge sull'assistenza amministrativa in materia fiscale · 27 pagine
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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze concernente i risultati della consultazione sull’emanazione di una legge sull’assistenza amministrativa
LAAF) avrebbe il vantaggio che essa stessa non si occupasse della tassazione e non controllerebbe i Cantoni nell’attuazione delle tassazioni. In tal modo sarebbe garantita una sorta di «muraglia cinese», la quale impedirebbe che trapelassero informazioni sull’assistenza amministrativa, destinate esclusivamente ad essere trasmesse all’estero. Con riferimento alla competenza per l’assistenza amministrativa secondo l’AAF, l’articolo 115a capoverso 2 AP-LD dovrebbe essere adeguato e bisognerebbe optare per una formulazione simile a quella dell’articolo 12 LAAF. La soluzione secondo cui l’AFD sarebbe l’unica responsabile per l’assistenza amministrativa secondo l’AAF avrebbe il vantaggio che la LIVA non dovrebbe essere adeguata, perché l’AFC ricorrerebbe eventualmente alla DP IVA; le autorità estere indirizzerebbero in ogni caso le loro domande solo a
un’autorità svizzera; non sarebbero necessari rinvii inefficienti e che ritardano la procedura, come previsto nell’articolo 115a capoverso 3 AP-LD, e anche la competenza e la procedura per l’assistenza amministrativa da fornire in base all’AAF nelle domande per i bandi e i sussidi sarebbero disciplinate (cfr. rapporto esplicativo n. 2.7.1. ultimo capoverso).
c) Ammissione di misure coercitive esplicitamente soltanto nell’ambito di inchieste e proce-
dimenti penali. Poiché l’articolo 115 AP-LD e l’articolo 75a AP-LIVA sarebbero formulati in maniera molto vaga («segnatamente», «applicazione conforme del diritto doganale» [che significherebbe procedura di riscossione dei dazi, ma non procedimento penale doganale], «prevenire infrazioni», l’articolo 115e AP-LD dovrebbe statuire esplicitamente che è possibile ingiungere misure coercitive solo se l’autorità richiedente ha avviato un’inchiesta penale e ne ammette l’applicazione in un procedimento nazionale simile. In ogni caso bisognerebbe escludere che in un mero procedimento di riscossione di tributi o per motivi di prevenzione in Svizzera vengano adottate misure coercitive. Parimenti bisognerebbe limitare l’obbligo di collaborazione nell’articolo 115e AP-LD. Esso non dovrebbe fare in modo che una persona possa essere costretta ad autoincriminarsi.
d) Adeguamenti materiali dell’articolo 75a AP-LIVA se non si rinuncia alla disposizione, poi-
ché dovrebbe essere disciplinata solo l’assistenza amministrativa e ciò dovrebbe essere di competenza esclusiva dell’AFD: a) non appena la legge viene applicata a Stati al di fuori dell’UE non sarebbe chiaro cosa si intende per «applicazione del diritto in materia di imposta sul valore aggiunto». Ad esempio, sorgerebbe l’interrogativo se vi rientrano anche le imposte monofase applicate nei singoli Stati. Per quanto concerne l’UE, dovrebbero essere interessate solo le imposte considerate dalle linee guida sul sistema d’imposta sul valore aggiunto. b) Si rimanda agli articoli 115b-115i AP-LD e non anche all’articolo 115a AP-LD.
Il PLR ed economiesuisse condividono queste spiegazioni della Camera fiduciaria.
N. 1
SwissHoldings suggerisce di modificare l’articolo 115a AP-LD allo scopo di garantire
un’assistenza amministrativa uniforme in modo che i casi che rientrano nell’AAF siano sempre di competenza dell’AFD.
L’ASG auspica che nell’articolo 115b AP-LD venga introdotto un elenco di criteri come
nell’articolo 7.
Secondo l’ASG l’articolo 115d AP-LD è in contrasto con il principio «nemo tenetur». L’obbligo di collaborazione finirebbe laddove inizia l’obbligo ad affermare la propria responsabilità penale. Pertanto nel capoverso 2 del testo tedesco bisognerebbe sostituire il concetto «Zeugnisverweigerungsrecht» con quello più generale «Aussageverweigerungsrecht». L’ASG ritiene che l’articolo 115g AP-LD debba essere stralciato come l’articolo 16, poiché la persona inte-