Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/16: Messaggio concernente la modifica della legge federale sulla protezione delle acque (Finanziamento dell'eliminazione delle sostanze in tracce nelle acque di scarico conformemente al principio «chi inquina paga») · 35 pagine

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Finanziamento dell’eliminazione delle sostanze in tracce nelle acque di scarico conformemente al principio «chi inquina paga» – Modifica della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc)

a fronte dei maggiori costi di gestione degli IDA e sarebbe pertanto favorevole all’esenzione dalla tassa per gli IDA potenziati. Pur avendo formulato alcune obiezioni alla tassa sulle acque di scarico per ragioni legate al principio di causalità («la popolazione rurale deve così cofinanziare il potenziamento degli IDA nelle aree urbane»), il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) può però essere d’accordo con la revisione della legge in termini di solidarietà nazionale.

3.5 Associazioni / federazioni

Su 7 associazioni e federazioni che hanno presentato un parere, 6 approvano la modifica della legge e 1 assume una posizione neutra.

I 4 partecipanti alla consultazione economiesuisse, Eco Swiss, Scienceindustries e la Camera di commercio di Basilea Città e di Basilea Campagna respingono il progetto per la stessa motivazione (nei loro pareri praticamente identici o che si sostengono vicendevolmente): «La posizione contraria è dovuta sostanzialmente anche alla prevista revisione dell’OPAc che presenta diverse lacune. Vi è il rischio che con il modello di finanziamento proposto nella LPAc si venga posti davanti al fatto compiuto, ossia che le risorse finanziarie disponibili vengano impiegate in modo inopportuno e inefficiente, a spese dell’intera economia e con pochi benefici per l’ambiente». Per l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), anch’essa contraria all’avamprogetto, l’onere non è per nulla proporzionato all’utilità ecologica potenziale.

3.6 Gruppi d’interesse per la depurazione delle acque

Riguardo alla modifica di legge proposta, la posizione dei due gruppi d’interesse per la depurazione delle acque interpellati è neutra; ciononostante, ritengono che in certi punti occorrano delle modifiche. Pur esprimendo soddisfazione per il fatto che la richiesta generale di un sistema di finanziamento conforme al principio di causalità sia stata presa in considerazione, il gruppo di scambio di esperienze IDA grandi città CH (ERFA) ritiene che il progetto crei incentivi sbagliati. Inoltre, a suo giudizio, il principio della parità di trattamento e il principio di causalità non sono soddisfatti dal momento che gli abitanti del bacino imbrifero degli impianti da potenziare devono farsi carico dei costi in misura nettamente maggiore rispetto agli abitanti che sono allacciati a un impianto che non deve essere potenziato. Per queste ragioni, l’ERFA ha elaborato una controproposta con cui chiede l’esenzione dalla tassa per gli impianti che a seguito del potenziamento soddisfano la capacità di depurazione richiesta. Il gruppo d’interesse GRESE (Groupement Romand des Exploitants de Stations d'Epuration) sottolinea che il metodo di finanziamento proposto non rispetta il principio di causalità (diversamente da quanto accadrebbe con una tassa sui prodotti) e deplora che il settore industriale non sia attivamente coinvolto nella soluzione del problema. Inoltre, allineandosi alla posizione dell’ERFA, il GRESE reputa che la soluzione di finanziamento proposta penalizzi in modo eccessivo gli IDA da potenziare (e pertanto anche gli abitanti allacciati) e che quindi questi debbano essere perlomeno esentati dalla tassa (dopo il potenziamento).