Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/16: Messaggio concernente la modifica della legge federale sulla protezione delle acque (Finanziamento dell'eliminazione delle sostanze in tracce nelle acque di scarico conformemente al principio «chi inquina paga») · 35 pagine
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Finanziamento dell’eliminazione delle sostanze in tracce nelle acque di scarico conformemente al principio «chi inquina paga» – Modifica della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc)
• secondo la CCA e il Cantone di Friburgo in futuro, per effetto dell’incremento demografico,
alcuni impianti che per ora non raggiungono i valori soglia per il potenziamento rischiano di esser obbligati al potenziamento. Per questo chiedono che ai Cantoni sia riconosciuto un certo margine di azione nel decidere sugli IDA da potenziare obbligatoriamente;
• per il Cantone dei Grigioni e il Cantone di Lucerna, il criterio della percentuale di acque di
scarico nei corsi d’acqua è stato formulato in modo confuso visto che non si capisce chiaramente su quale deflusso dei corsi d’acqua occorre basarsi (media pluriennale dei deflussi, acque basse, ecc.);
• svariate considerazioni sono state formulate anche in merito alla pianificazione nei bacini
imbriferi e concretamente sul soggetto responsabile del coordinamento di una simile pianificazione. 3 Cantoni (AR, AI, GL) sono del parere che la competenza per la pianificazione del coordinamento non debba essere conferita al Cantone che presenta la percentuale più elevata di superficie del bacino imbrifero, bensì al Cantone con la percentuale maggiore di acque di scarico. Il Cantone di San Gallo preferirebbe che ai Cantoni fosse riconosciuta la facoltà di coordinare tra loro la pianificazione e, se necessario, di definire da soli un Cantone competente. Secondo il Cantone Argovia, la funzione di coordinamento esula dalle competenze cantonali e deve rientrare in quelle della Confederazione. Anche i Cantoni di Svitto e di Berna auspicano che la Confederazione assuma un ruolo di coordinamento nella pianificazione nei bacini imbriferi. Inoltre sarebbero molto soddisfatti (come anche la CCA) se l’UFAM elaborasse, in stretta collaborazione con i Cantoni, un aiuto all’esecuzione concernente l’attività di pianificazione nei bacini imbriferi;
• numerosi partecipanti alla consultazione (USAM, Scienceindustries, economiesuisse, Eco
Swiss, HKBB) criticano le incertezze che l’avamprogetto crea a livello di pianificazione. Anche se nel testo non sono menzionate esigenze specifiche per gli IDA industriali, prima o poi potrebbero essere chieste misure nell’OPAc sotto il titolo «stato della tecnica». Inoltre, non è chiaro cosa si intenda per IDA industriale e a quali condizioni un IDA industriale possa diventare un IDA comunale e viceversa. In questo contesto si inserisce la richiesta della Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale di analizzare lo «stato della tecnica» relativo agli impianti industriali;
• i Cantoni di Svitto e di Berna chiedono che l’UFAM elabori prescrizioni univoche e uniformi
(ad es. nel contesto di un aiuto all’esecuzione) per la valutazione dell’efficienza economica delle alternative «potenziamento» e «allacciamento» di un IDA. Inoltre, chiedono che l’UFAM sostenga i Cantoni nell’attuazione delle soluzioni economiche nei casi problematici o complessi;
• i Cantoni di Neuchâtel e del Giura segnalano la mancanza di un criterio che permetta
l’attuazione di misure in regioni ecologicamente sensibili. A titolo d’esempio, con i criteri proposti, l’IDA di La Chaux-de-Fonds non dovrebbe o potrebbe essere potenziato anche se ciò sarebbe senz’altro opportuno considerate le componenti ecologiche e sociali del Doubs.
Soltanto 2 partecipanti alla consultazione respingono la proposta relativa alla pianificazione e all’attuazione delle misure: come menzionato in precedenza (cap. 3), l’IDA della regione di