Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine
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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 5
3.4. Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
L’Associazione dei Comuni svizzeri rinuncia espressamente a un parere. L’Unione delle città svizzere deplora di dover rinunciare a una presa di posizione per motivi di capacità, malgrado l’indubbia importanza del progetto.
3.5. Associazioni mantello nazionali dell’economia
economiesuisse e Unione dei contadini approvano il progetto. economiesuisse è favorevole a un regime internazionale trasparente e attuabile, che assicuri l’accesso alle risorse genetiche e disciplini un’equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzazione delle risorse genetiche. economiesuisse chiede però alcune precisazioni. In particolare occorre chiarire il campo di applicazione della regolamentazione. Unione dei contadini ricorda che secondo l’articolo 4 del Protocollo di Nagoya sono fatti salvi altri accordi internazionali e parte dal presupposto che, in virtù del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (IT-PGRFA), l’agricoltura sarà toccata solo marginalmente dall’attuazione del Protocollo di Nagoya.
3.6. Altre organizzazioni e ambienti interessati
3.6.1. Organizzazioni di protezione
11 organizzazioni di protezione approvano il progetto (Basler Appell, EvB, GfbV, Greenpeace, Max Havelaar, Pro Natura, SAVE, Swissaid, ASPU, Uniterre, WWF). Sono favorevoli all’equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzazione delle risorse genetiche. Accolgono quindi molto favorevolmente il fatto che la Svizzera sia uno dei primi Paesi industrializzati a portare avanti la ratifica del Protocollo di Nagoya e sostengono la proposta di attuare il Protocollo a livello nazionale nella LPN. Le organizzazioni di protezione vogliono però un rafforzamento del principio della condivisione dei benefici secondo il Protocollo di Nagoya e chiedono precisazioni puntuali, in modo tale da impedire effettivamente la «biopirateria» in Svizzera. Una legge che continui ad ammettere la biopirateria è controproducente per tutti e costituirebbe un ostacolo in particolare anche per la ricerca svizzera. MW rinuncia a un parere, non essendo toccata.
Tutte le organizzazioni di protezione dell’ambiente e cooperazione allo sviluppo, ad eccezione di MW e ASPU, si sono coordinate e hanno formulato pareri dello stesso tenore. Anche il parere di ASPU ricalca perlopiù i pareri delle altre 10 organizzazioni di protezione, ma non sottoscrive tutte le loro rivendicazioni.
3.6.2. Altre associazioni
Le altre associazioni sostengono il progetto ad ampia maggioranza. 11 dei 17 pareri pervenuti sono favorevoli. Quattro associazioni rinunciano a un parere. Due associazioni si oppongono al progetto.
swisscleantech Association e Farma Industria Ticino sostengono il progetto senza riserve. AIPPI, Bio Suisse, Intergenerika, Interpharma, Swiss-Seed, CPC, ASD, FSPC, Scienceindustries e FPVS sostengono il progetto, ma avanzano richieste di modifica.
AIPPI accoglie favorevolmente la ratifica del Protocollo di Nagoya e i suoi obiettivi. La revisione della legge proposta non raggiungerà tuttavia gli obiettivi menzionati dal Consiglio federale nella misura auspicata e comporterà un maggior onere per gli utenti. AIPPI critica in particolare il fatto che non viene migliorato l’accesso alle risorse genetiche in Paesi terzi e ritiene che in questo momento bisognerebbe disciplinare l’accesso alle risorse genetiche in Svizzera.
Per principio, Bio Suisse accoglie favorevolmente il progetto, che sicuramente contribuirà a una gestione corretta della biodiversità esistente, ad esempio nell’ambito dello scambio di sementi o dell’inclusione delle conoscenze tradizionali. L’approccio sembra però tendenzialmente molto staticoconservatore. Una gestione dinamica, orientata al futuro, dovrebbe dare risposte al seguente interrogativo: come generare e acquisire, moltiplicare, ampliare e trasmettere le conoscenze sulla diversità? Per il resto Bio Suisse si associa al parere delle organizzazioni di protezione e chiede le precisazioni menzionate sopra. Il principio della condivisione dei benefici secondo il Protocollo di Nagoya va rafforzato.