Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine
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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. i
Compendio
Il Protocollo di Nagoya disciplina l’accesso alle risorse genetiche e l’equa condivisione dei benefici, attuando il terzo obiettivo della Convenzione sulla diversità biologica. La Svizzera l’ha firmato l’11 maggio 2011 e per poterlo ratificare deve adeguare alcune leggi. La ratifica e i corrispondenti adeguamenti giuridici sono stati oggetto di una procedura di consultazione indetta dal Consiglio federale tra maggio e settembre 2012, a cui sono stati invitati a partecipare 203 destinatari. Si sono pronunciati sul progetto 74 di questi destinatari nonché altri sei partecipanti. Tra i complessivamente 80 partecipanti figurano:
24 Cantoni
5 partiti rappresentati nell’Assemblea federale
2 associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
4 associazioni mantello dell’economia
12 organizzazioni protezione dell’ambiente e cooperazione allo sviluppo
18 altre associazioni economiche e specializzate
8 organizzazioni della scienza e della ricerca
2 commissioni
5 imprese interessate dal progetto
L’ampia maggioranza dei partecipanti approva il progetto
Il progetto è approvato da 62 degli 80 partecipanti. In sette casi il progetto è respinto e in 11 casi si rinuncia a una presa di posizione. L’ampia maggioranza, 90% circa, è quindi favorevole alla ratifica del Protocollo di Nagoya e alle presenti modifiche della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN). In otto casi all’approvazione non è associata alcuna richiesta o osservazione. 54 partecipanti approvano il progetto, ma formulano osservazioni, aggiunte, richieste o riserve su singoli punti. Il progetto ottiene una netta maggioranza sia tra i Cantoni, sia tra le associazioni economiche e le organizzazioni specializzate, le imprese interessate nonché le organizzazioni di protezione. Due partiti su cinque vi si oppongono.
I principali motivi di approvazione sono i seguenti:
La ratifica aumenta la certezza del diritto, garantisce l’accesso alle risorse genetiche all’estero a lungo termine e avrà effetti favorevoli sulla ricerca e sull’economia in Svizzera.
L’obbligo di diligenza e l’obbligo di notifica al momento dell’autorizzazione d’immissione in commercio o della commercializzazione costituiscono due strumenti adeguati ed efficaci per attuare il Protocollo di Nagoya.
Il progetto consente la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzazione delle risorse genetiche e delle conoscenze tradizionali associate a esse, contribuendo così alla conservazione della biodiversità a livello globale.
I principali motivi di rifiuto sono i seguenti:
La ratifica non offre alcun vantaggio alla Svizzera. In particolare non garantisce l’accesso alle risorse genetiche all’estero.
Il progetto addossa un maggior onere amministrativo alla ricerca, alle imprese e all’amministrazione.
L’impatto favorevole sulla conservazione della biodiversità a livello globale è considerato illusorio.
Le principali richieste dei favorevoli sono le seguenti:
Il campo di applicazione materiale del progetto non è abbastanza chiaro e va precisato e limitato ulteriormente.
Per il campo di applicazione temporale è determinante il momento dell’utilizzazione delle risorse genetiche e non il momento dell’accesso.
Occorre inoltre precisare cosa s’intende per giusta ed equa condivisione dei benefici. Da un lato è attirata l’attenzione sul fatto che secondo il Protocollo è determinante che siano state negoziate disposizioni concernenti la giusta ed equa condivisione dei benefici. Dall’altro è rivendicata una verifica materiale della condivisione dei benefici.