Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine

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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 4

3. Pareri sulla ratifica del Protocollo di Nagoya e pareri generali sul progetto

3.1. Introduzione

Il progetto è approvato da 62 degli 80 partecipanti. L’ampia maggioranza dei partecipanti è quindi favorevole alla ratifica del Protocollo di Nagoya e alla presente modifica della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN). In otto casi all’approvazione non è associata alcuna richiesta o osservazione. 54 partecipanti approvano il progetto, ma formulano osservazioni, aggiunte, richieste o riserve su singoli punti. In sette casi il progetto è respinto. 11 partecipanti rinunciano a una presa di posizione o a un parere sul progetto.

Il progetto ottiene una netta maggioranza sia tra i Cantoni, sia tra le associazioni economiche e le organizzazioni specializzate, le imprese interessate nonché le organizzazioni di protezione. Due partiti su cinque vi si oppongono.

3.2. Cantoni

21 Cantoni approvano il progetto: BE, LU, UR, SZ, OW, NW, ZG, FR, BS, BL, SH, AR, SG, GR, AG, TG, VD, VS, NE, GE e JU. I Cantoni BE, OW, NW, AR, SG e GR approvano il progetto senza riserve. I restanti Cantoni favorevoli associano alla loro approvazione varie richieste di modifica o aggiunta nonché osservazioni. L’argomentazione del Consiglio federale, secondo cui il Protocollo di Nagoya aumenta la certezza del diritto nell’ambito dell’utilizzazione delle risorse genetiche e, con il principio della giusta ed equa condivisione dei benefici, promuove la conservazione della biodiversità a livello mondiale, è perlopiù condivisa.

La principale osservazione o la principale richiesta di modifica riguarda la collocazione degli adeguamenti. Dei Cantoni favorevoli, UR, SZ, FR, SH, SG, GE e JU suggeriscono di riesaminare l’opportunità di inserire gli adeguamenti nella LPN. ZG è contrario a un disciplinamento nella LPN. In genere si rileva che la legge sull’ingegneria genetica o la legge sulla protezione dell’ambiente nonché le relative ordinanza di applicazione sarebbero più adatte. Alcuni Cantoni sottolineano che è importante che la ratifica del Protocollo non comporti un grande ampliamento dei loro compiti esecutivi, come rilevato dal Consiglio federale nel messaggio (pag. 23).

I Cantoni ZH e GL respingono il progetto. Pur considerando «assolutamente auspicabile» disciplinare l’accesso alle risorse genetiche e la loro utilizzazione a livello mondiale, sono contrari al progetto, poiché temono restrizioni per i ricercatori e un onere esecutivo eccessivo. Ritengono inoltre che la LPN non sia l’atto giusto in cui inserire gli adeguamenti.

Il Cantone SO rinuncia a prendere posizione. I Cantoni TI e AI non hanno inviato alcun parere.

3.3. Partiti

PEV, PES e PSS approvano il progetto con riserva. Condividono l’argomentazione del Consiglio federale, secondo cui il Protocollo di Nagoya aumenta la certezza del diritto nell’ambito dell’utilizzazione delle risorse genetiche e, con il principio della giusta ed equa condivisione dei benefici, promuove la conservazione della biodiversità a livello mondiale. Essi sostengono quindi la ratifica del Protocollo di Nagoya e la sua attuazione nella LPN. Il PSS approva la proposta pragmatica riguardante la procedura legislativa nella LPN. Auspica inoltre che la tematica dell’ABS sia inserita nei programmi della cooperazione allo sviluppo della SECO e della DSC. Tutti e tre i partiti chiedono però un rafforzamento del principio della condivisione dei benefici secondo il Protocollo di Nagoya. Per PES e PSS è importante che si impedisca effettivamente la cosiddetta «biopirateria», ovvero l’acquisto e l’utilizzazione illegali di risorse genetiche. I due partiti si associano al parere delle organizzazioni di protezione.

PLR e UDC respingono il progetto. Fanno valere il fatto che il presente disciplinamento comporta solo scarsi vantaggi, ma genera un notevole maggior onere amministrativo. Per il PLR comporta un aumento della burocrazia in particolare il punto focale a livello nazionale. Il PLR rileva inoltre che in Svizzera per quanto riguarda la accesso alle risorse genetiche la certezza del diritto è già sufficiente. L’UDC dubita che la ratifica del Protocollo di Nagoya migliorerà l’accesso della Svizzera alle risorse genetiche provenienti da Paesi terzi e considera ingenuo pensare che l’approccio ABS contribuirà alla conservazione della biodiversità a livello mondiale.