Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine

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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 13

Nell’interesse della certezza del diritto, il genere di documenti da conservare e di conseguenza il contenuto dell’ordinanza dovrebbero essere noti prima della modifica della LPN.

FPVS chiede che i suoi membri siano esclusi dal campo di applicazione dell’articolo 23n. Essi sono infatti già inclusi in processi di autorizzazione che garantiscono la rintracciabilità delle risorse genetiche.

Organizzazioni della scienza e della ricerca

Secondo Accademie delle scienze non è chiaro come sarà formulata la prescrizione esecutiva concernente l’obbligo di diligenza (in combinazione con l’obbligo di notifica) nell’ordinanza. Per principio gli obblighi sono tre: 1) l’obbligo di diligenza, che comprende l’accesso legale alle risorse e la giusta condivisione dei benefici, 2) l’obbligo di documentare il rispetto dell’obbligo di diligenza e 3) l’obbligo di notifica. L’articolo 23n capoverso 4 va modificato come segue:

Sono documentate e inoltrate agli utenti successivi informazioni sulle risorse genetiche utilizzate e sulle misure adottate per rispettare l’obbligo di diligenza. Il Consiglio federale disciplina i dettagli.

IOBC sostiene che bisogna precisare in modo più chiaro che il Protocollo di Nagoya non comprende gli organismi per la lotta biologica fintanto che non sono oggetto di attività di ricerca e sviluppo sulla composizione genetica e biochimica.

CPC propone di invertire le lettere a e b dell’articolo 23n capoverso 1.

Universität Basel constata che, con la sua ampia interprestazione della nozione di «utilizzazione», l’articolo 23n sottopone all’obbligo di diligenza qualsiasi ricerca su materiale biologico proveniente da Parti del Protocollo di Nagoya. È inaccettabile che, stando al glossario del Protocollo di Nagoya, debba essere prevista una condivisione dei benefici anche per i sussidi per la ricerca. Universität Basel menziona vari altri punti che limitano eccessivamente i ricercatori svizzeri. L’articolo 23n va riformulato in modo tale che i ricercatori che si attengono alle disposizioni dei Paesi donatori per l’ottenimento delle autorizzazioni di raccolta e ricerca necessari per la loro attività di ricerca adempiono l’obbligo di diligenza. L’articolo 23n va formulato come segue (il resto va soppresso):

Chi, conformemente al Protocollo di Nagoya, utilizza risorse genetiche o trae benefici diretti dalla loro utilizzazione (utenti) deve usare la diligenza richiesta dalle circostanze per garantire che l’accesso alle risorse sia avvenuto legalmente.

Imprese

Come Interpharma e Intergenerika, Novartis sostiene che il campo di applicazione non è chiaro e avanza le stesse richieste.

Roche avanza le stesse richieste come Interpharma e Intergenerika. Sostiene inoltre che il Protocollo di Nagoya è stato concluso proprio perché ha lasciato in sospeso interrogativi importanti. Il campo di applicazione dei nuovi obblighi di diligenza e di notifica deve essere disciplinato in modo più chiaro nella legge. Per Roche, le risorse genetiche provenienti da territori internazionali e da Paesi che non dispongono di disposizioni concernenti l’accesso non rientrano nel campo di applicazione delle nuove disposizioni. Resta da chiarire se le nuove disposizioni siano applicabili anche al materiale disponibile in commercio, ad esempio sostanze isolate da una pianta che non contengono più componenti in grado di moltiplicarsi.

Per Syngenta, con la formulazione «in modo giusto ed equo» all’articolo 23n capoverso 1b LPN è effettuata una valutazione normativa della condivisione dei benefici ottenuti non prevista dal Protocollo di Nagoya. Secondo il Protocollo è sufficiente adottare MAT. Un esame materiale a posteriori minaccia la certezza giuridica e contrattuale. Secondo il messaggio (pag. 29) l’utente deve fornire la prova dell’avvenuto accertamento che le risorse genetiche siano state fornite conformemente al Protocollo di Nagoya. Si tratta di un requisito sproporzionato, che inverte l’onere della prova a carico dell’utente, a cui si chiede di verificare la legalità dell’operato del fornitore. Per Syngenta qui sarebbe auspicabile un soluzione più pragmatica. Gli agenti patogeni e i parassiti devono essere esclusi dal campo di applicazione. Ciò va disciplinato chiaramente nella legge.

Migros chiede la seguente precisazione all’articolo 23n capoverso 1:

(...) utilizza risorse genetiche o trae benefici diretti dalla loro utilizzazione nell’ambito della prima immissione in

commercio (...)