Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine

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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 17

Prima dell’utilizzazione dell’autorizzazione di immissione in commercio delle risorse genetiche utilizzate e delle conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche, il rispetto dell’obbligo di diligenza deve essere notificato all’UFAM al più tardi prima della domanda di brevetto, della domanda di privativa per varietà vegetali o dell’autorizzazione di immissione in commercio oppure, se non è richiesta un’autorizzazione, prima della loro commercializzazione.

Imprese

Novartis chiede che sia dapprima definito in modo più preciso il campo di applicazione della legge, in modo da chiarire che le prescrizioni della legge si riferiscono solo alle attività e agli atti sul territorio svizzero. Novartis critica inoltre la riscossione di tasse. Non s’intravede alcuna controprestazione concreta da parte dell’UFAM. La notifica facoltativa dovrebbe essere esonerata dalla tassa.

Roche considera praticabile il previsto obbligo di notifica. Per il resto avanza le stesse proposte come Interpharma e Intergenerika.

Migros accoglie favorevolmente la notifica da parte degli utenti. È però contraria a una tassa. Migros accoglie favorevolmente anche il fatto che per le domande di brevetto non è previsto alcun obbligo di notifica.

Per Syngenta, la riscossione di una tassa per l’adempimento dell’obbligo di notifica dovrebbe essere ridotta al minimo e associata a una prestazione concreta, in modo da favorire le attività di ricerca e innovazione in Svizzera. Il semplice adempimento di un requisito della legge non dovrebbe far scattare alcuna tassa.

4.6. Art. 23p Conoscenze tradizionali (nuovo)

Gli articoli 23n e 23o si applicano anche alle conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche delle comunità indigene o locali.

Secondo PES, Bio Suisse e tutte le organizzazioni di protezione ad eccezione di WWF bisogna tener presente che, secondo gli articoli 5 capoverso 2, 5 capoverso 5, 6 capoverso 2 e 7, il Protocollo di Nagoya introduce quali categorie ABS, che devono essere riflesse nell’attuazione nazionale, sia le risorse genetiche delle comunità tradizionali e locali stesse, sia le conoscenze tradizionali associate a esse. La prescrizione va quindi adeguata come segue:

Gli articoli 23n e 23o si applicano anche (nuovo) alle risorse genetiche delle comunità indigene o locali (nuovo) nonché alle loro conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche.

Accademie delle scienze accoglie favorevolmente l’assoggettamento, per principio, delle conoscenze tradizionali ai principi ABS. Il peso di tale misura nel contesto generale è però scarso. Per un’attuazione corretta è necessario che la Svizzera si adoperi a livello internazionale per una definizione precisa di questa nozione e che la promozione della ricerca sostenga una pianificazione e un’esecuzione dei progetti conformi all’ABS. Tra l’altro la limitazione all’aggettivo «tradizionali» è problematica. Nel titolo a margine bisogna parlare di conoscenze tradizionali e locali e nel testo occorre riprendere la terminologia dell’articolo 8 lettera j CBD.

Per principio, AIPPI, Interpharma, Intergenerika, Roche e Novartis approvano questa disposizione. Occorre però precisare che non sussiste alcun obbligo di diligenza quando le conoscenze tradizionali sono già accessibili al pubblico.

Novartis aggiunge che per quanto riguarda le conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche occorre chiarire che sussiste un obbligo di notifica e di diligenza solo se l’accesso alle conoscenze tradizionali avviene in concomitanza con l’accesso alle risorse genetiche e le conoscenze tradizionali non erano pubbliche.

Facendo seguito alla richiesta di inserire l’utilizzazione delle conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche agli articoli 23n e 23o e disciplinarla analogamente all’utilizzazione delle risorse genetiche, FiBL chiede lo stralcio di questa disposizione.

Universität Basel fa valere il fatto che gli Stati devono tener conto dei diritti della popolazione indigena nell’ambito del rilascio dei permessi. Per questo motivo questo articolo va stralciato completamente.

Secondo CENU, i seguenti interrogativi sull’attuazione del Protocollo di Nagoya in relazione alle conoscenze tradizionali rimangono irrisolti: