Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine

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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 8

Novartis attira l’attenzione sul fatto che è una delle poche imprese farmaceutiche che svolgono ancora attività di bioprospezione e ritiene che le risorse genetiche naturali sono un utile complemento ad altre fonti moderne per la ricerca di nuovi principi attivi medicinali. Novartis è quindi molto interessata a un’attuazione del Protocollo di Nagoya in Svizzera praticabile e al tempo stesso garanzia di certezza del diritto. Novartis accoglie favorevolmente l’approccio generale di assicurare l’implementazione del Protocollo di Nagoya mediante un obbligo di diligenza e un obbligo di notifica che scatti solo in un secondo tempo, e cioè al momento della commercializzazione dei prodotti basati sulle risorse genetiche. Per Novartis il progetto lascia però senza risposta troppi interrogativi estremamente importanti per la praticabilità dell’attuazione. Novartis rimanda peraltro al parere di Interpharma.

Syngenta rileva di attribuire la massima priorità alla protezione della biodiversità. Essa sostiene pertanto gli obiettivi della CBD e del Protocollo di Nagoya, che scaturisce da essa. Syngenta è convinta che, se attuato adeguatamente, il Protocollo di Nagoya contribuirà alla protezione della biodiversità e al progresso della ricerca e dell’applicazione delle risorse genetiche. Attira l’attenzione sul fatto che l’IT-PGRFA contempla già la maggior parte delle colture con cui opera. La ratifica del Protocollo è importante dal punto di vista dell’innovazione in Svizzera. Syngenta considera il presente progetto di attuazione del Protocollo equilibrato. Per l’innovazione in Svizzera è essenziale un’attuazione degli obblighi di diligenza e di notifica il più possibile non burocratica, rapida e favorevole alla ricerca.

cosmetochem, una PMI svizzera del settore dei cosmetici che opera a livello internazionale, sottolinea che è importante che il Protocollo di Nagoya sia attuato ad alto livello. Ha però dei dubbi quanto alla fattibilità dell’attuazione del Protocollo. cosmetochem rimanda in dettaglio a una lettera dell’associazione statunitense dei prodotti cosmetici PCPC alla Commissione dell’UE, in cui è rilevato in generale il potenziale grande impatto del Protocollo di Nagoya sul settore dei cosmetici e sono formulate proposte concernenti un eventuale obbligo di diligenza.

3.6.5. Commissioni

Entrambe le commissioni si schierano a favore.

La CDPNP è favorevole alla ratifica del Protocollo di Nagoya. Anche e soprattutto per i Paesi più poveri e spesso più ricchi di risorse (genetiche) ha senso che la comunità internazionale disciplini i punti menzionati. È positivo anche l’aumento, associato all’accordo, della certezza del diritto nell’ambito dell’utilizzazione di queste risorse o conoscenze. La CDPNP ha però dei dubbi sull’attuazione del Protocollo nella LPN. L’ingegneria genetica e la ricerca sono già disciplinate in varie ordinanze. La CDPNP si chiede se non avrebbe più senso integrare l’attuazione del Protocollo di Nagoya in tali ordinanze o tutt’al più nella LPAmb o addirittura in una vera e propria legge sull’ingegneria genetica.

Per principio la CENU sostiene la ratifica del Protocollo di Nagoya, ma formula varie richieste e osservazioni sull’attuazione giuridica nella LPN (cfr. cap. 4 sotto).