Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 36 pagine
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Rapporto sulla procedura di consultazione sul Protocollo di Nagoya Pag. 6
Interpharma e Intergenerika sostengono la ratifica e considerano il Protocollo di Nagoya una base solida. Sostengono segnatamente l’introduzione di un obbligo di diligenza e considerano praticabile il previsto obbligo di notifica. Chiedono però una rielaborazione del progetto e segnatamente una precisazione del campo di applicazione a livello della legge nonché misure per migliorare l’accesso alle risorse genetiche in Paesi terzi.
Scienceindustries e ASD accolgono favorevolmente gli obiettivi di massima del Protocollo di Nagoya e la loro attuazione in Svizzera. Sono però dell’opinione che siano necessari miglioramenti nell’ambito dell’attuazione giuridica. Occorre chiarire segnatamente il campo di applicazione delle disposizioni proposte.
CPC, che accoglie molto favorevolmente il fatto che la Svizzera ratifichi il Protocollo di Nagoya e adegui la LPN, sostiene il progetto, ma ha delle proposte di modifica su singoli punti.
FSPC sostiene il progetto. Parte dal presupposto che l’IT-PGRFA prevalga sul Protocollo di Nagoya e di conseguenza i suoi membri non siano toccati dal Protocollo. In particolare occorre garantire che i costitutori non debbano richiedere autorizzazioni presso due istituzioni.
Per principio FPVS accoglie favorevolmente la ratifica del Protocollo di Nagoya da parte della Svizzera. Il Protocollo è pur sempre stato firmato da 92 Stati. Per un Paese impegnato nella ricerca e nello sviluppo come la Svizzera, la garanzia a lungo termine dell’accesso alle risorse genetiche è auspicabile. L’attuazione del Protocollo attraverso la LPN è però discutibile.
Per principio Swiss-Seed è contraria a nuove prescrizioni, ma nel caso del Protocollo di Nagoya la Svizzera non deve sottrarsi alla ratifica per motivi di solidarietà e in quanto membro attivo della comunità internazionale. L’attuazione deve essere impostata in modo razionale ed economico. In particolare il nuovo servizio di notifica dovrà assumere la sua funzione solo dopo l’entrata in vigore del Protocollo di Nagoya.
Altre quattro associazioni rinunciano a un parere non essendo toccate (VSP, SwissMEM, Eco Swiss e zooschweiz). VSP rileva che non vi è alcuna necessità di intervento a livello di diritto dei brevetti. Giustamente, il nuovo obbligo di notifica sancito nella LPN non si applica alle domande di brevetto. zooschweiz parte dal presupposto che i permessi CITES di esportazione o i certificati di riesportazione del Paese di provenienza (art. III-V CITES) siano sufficienti quale prova della legalità dell’accesso alle risorse e rinuncia quindi a un parere.
CP è contrario sia alla ratifica, sia alla prevista attuazione del Protocollo nella LPN. Fa valere innanzitutto il fatto che finora nessuno Stato importante per il commercio internazionale di risorse genetiche ha ratificato Protocollo di Nagoya e con le linee guida di Bonn esistono già valide disposizioni per attuare l’ABS. In secondo luogo, la prevista attuazione nella LPN provocherebbe un ennesimo trasferimento di competenze in materia di natura e paesaggio a favore della Confederazione, non conforme con l’articolo 78 capoverso 1 Cost. In terzo luogo, anche con una ratifica del Protocollo non vi è alcuna garanzia che l’accesso alle risorse genetiche venga effettivamente semplificato per le imprese svizzere, dal momento che non vi è alcun diritto di accesso, mentre la condivisione dei benefici sarebbe ancorata in modo vincolante. Senza una vigilanza internazionale sul rispetto dell’articolo 6 del Protocollo di Nagoya, le imprese svizzere saranno anche in futuro esposte a pratiche parzialmente arbitrarie nei Paesi fornitori. La certezza del diritto perseguita con la ratifica è illusoria. In quarto luogo, le ripercussioni finanziarie sono sproporzionate.
Anche swisssem si oppone al progetto, da cui si aspetta costi supplementari per il settore svizzero delle sementi non controbilanciati da alcun vantaggio supplementare. Soprattutto la notifica presso un secondo servizio ufficiale comporta solo un maggior onere per il richiedente. Per il resto, l’accesso alle risorse genetiche per la selezione di piante utilizzate nell’agricoltura è già contemplato e garantito dall’IT-PGRFA.
3.6.3. Organizzazioni della scienza e della ricerca
I pareri delle organizzazioni della scienza e della ricerca sono favorevoli quasi senza eccezioni. Il progetto è sostenuto da sette organizzazioni della scienza e della ricerca su otto: Accademie delle scienze, CCOS, FiBL, IOBC, FNS, Stazione ornitologica e Université de Neuchâtel.
Accademie delle scienze è convinta che l’attuazione del Protocollo rafforzerà la fiducia dei Paesi donatori nella ricerca svizzera, il che è una condizione essenziale per una buona cooperazione con i Paesi donatori. Il Protocollo facilita l’accesso alle risorse e aumenta la certezza del diritto. Accademie delle scienze è d’accordo con le misure di controllo per la ricerca, a patto che siano proporzionate e