Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/26: 11.446 e Iv.Pa. Lombardi. Per una legge sugli Svizzeri all'estero · 31 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 5Fedlex · Rapporto sui risultati

2. Sintesi

La CIP del Consiglio degli Stati ha ricevuto 46 pareri nell’ambito della consultazione effettuata da metà maggio a fine agosto 2013. Quasi tutti i Cantoni, cinque dei partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale e varie organizzazioni interessate, tra cui l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, hanno espresso un parere. La maggior parte dei Cantoni e dei partiti accoglie favorevolmente il progetto e in particolare il suo obiettivo di riunire nella legge gli atti normativi esistenti, per permettere agli Svizzeri all’estero di avere una visione più chiara dei loro diritti e doveri, nonché delle prestazioni offerte dalla Confederazione. Trovano consenso anche il principio della responsabilità individuale, il vasto campo di applicazione personale (compreso il soggiorno temporaneo all’estero) e l’istituzione dello «Sportello unico». I Cantoni e-

saminano principalmente le norme concernenti l’assistenza sociale e sollevano obiezioni contro alcune disposizioni. I partiti politici e le organizzazioni interessate rilevano alcune mancanze nel progetto riguardanti le norme di registrazione e informazione degli Svizzeri all’estero e i rapporti tra la Confederazione e le organizzazioni di rappresentanza dei loro interessi. Si mostrano sostanzialmente critici nei confronti del progetto il Cantone di Turgovia (secondo il quale l’approccio di un atto normativo non può essere basato su un gruppo di persone), il Cantone del Vallese (secondo il quale la fusione di varie leggi complica la loro attuazione) e l’UDC, che intende entrare in materia soltanto a determinate condizioni (rifiuto della creazione di nuovi diritti e sussidi federali). Il PS e l’OSE auspicano che le disposizioni relative all’informazione e alla cooperazione con le organizzazioni di rappresentanza degli interessi degli Svizzeri all’estero (OSE e Consiglio degli Svizzeri all’estero) prevedano, rispetto al progetto, un impegno maggiore della Confederazione in tal senso.

I partecipanti alla consultazione si occupano in modo più dettagliato di alcune questioni particolari. Per quanto concerne la registrazione, un Cantone accoglie favorevolmente l’approccio del progetto preliminare (facoltatività della registrazione), mentre un altro Cantone, tre partiti e l’OSE preferirebbero che la legge fissasse l’obbligo giuridico di notificazione. In materia di diritti politici molti Cantoni approvano le disposizioni che riprendono in alcuni punti il diritto vigente (semplificazione delle norme di determinazione del Comune di voto, rinuncia all’obbligo del rinnovo periodico dell’iscrizione) e accolgono con favore il progetto preliminare anche come alternativa alla modifica adottata nel 2011 della legge vigente. Tre partiti chiedono che venga presa in esame una normativa speciale di determinazione del Comune di voto per gli Svizzeri all’estero che vivono in prossimità del confine svizzero. Alcuni partecipanti chiedono invece che la legge ponga il «Vote électronique» sullo stesso piano di valo-

re degli altri canali di voto. In materia di assistenza sociale i Cantoni presentano varie proposte in particolare per evitare possibili mancanze di base legale per questa attività della Confederazione. La rinuncia della Confederazione a coprire determinate spese di assistenza sociale dei Cantoni al ritorno in Svizzera di persone aventi diritto viene approvata da un Cantone, ma respinta da 18 che presentano in parte argomenti di ordine pratico e finanziario (trasferimento degli oneri ai Cantoni), e in parte ragioni di principio (riferimento all’applicazione del principio del domicilio di cui all’articolo 115 della Costituzione federale).

L’OSE esorta il legislatore a illustrare meglio le condizioni alle quali la Confederazione collabora con l’organizzazione (risp. con le istituzioni di rappresentanza degli Svizzeri all’estero) e la consulta. Il PS si dichiara favorevole a trasformare il Consiglio degli Svizzeri all’estero in organo, i cui delegati verrebbero nominati in suffragio diretto e segreto e che diventerebbe un organo consultivo della Confederazione. L’UDC