Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/152: Ordinanza sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (Ordinanza di Nagoya, ONag) · 23 pagine
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Riferinento/numero d’incarto: F165-0482
netiche o alle conoscenze tradizionali a esse associate (cfr. n. 2.5), senza con ciò compromettere un’attuazione congruente ed efficace del Protocollo di Nagoya.
Di seguito sono commentati i singoli articoli e capoversi dell’ordinanza. A introduzione di ogni commento sono riassunte brevemente le basi legali pertinenti della LPN e la loro rilevanza, nonché in alcuni casi le disposizioni applicabili del Protocollo di Nagoya.
3.2 Ingresso
Nell’ingresso sono riportate le disposizioni della LPN e del Protocollo di Nagoya di maggiore rilievo per la ONag e in essa ulteriormente precisate.
3.3 Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto
Nell’articolo 1 è descritto l’oggetto dell’ordinanza, ovvero l’accesso alle risorse genetiche e alle conoscenze tradizionali a esse associate, la loro utilizzazione e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti da tale utilizzazione.
Art. 2 Definizioni
Nell’articolo 2 sono riportate le principali definizioni già incluse nel Protocollo di Nagoya e nella Convenzione sulla diversità biologica. Tra queste, quelle di «risorse genetiche», di «materiale genetico» e di «utilizzazione delle risorse genetiche». Per «risorse genetiche» s’intende il «materiale genetico avente valore effettivo o potenziale» e per «materiale genetico» qualsiasi «materiale di origine vegetale, animale, microbica o di altro tipo, contenente unità funzionali ereditarie». Non si tratta quindi di DNA o RNA, bensì di animali, piante, batteri e altri organismi o parti di essi aventi un patrimonio ereditario. Per «utilizzazione delle risorse genetiche» s’intendono le attività di ricerca e sviluppo sulla composizione genetica o biochimica di piante, animali o microorganismi.
Il concetto di «utente» è stato ripreso dall’articolo 23n capoverso 1 LPN e sta ad indicare chiunque utilizza direttamente risorse genetiche ai sensi del Protocollo di Nagoya (p. es. un ricercatore in ambito universitario o industriale) oppure chi trae benefici diretti dal loro utilizzo (p. es. un’impresa che commercializza un prodotto il cui sviluppo si basa sull’utilizzazione di risorse genetiche). Come già illustrato nel messaggio sul Protocollo di Nagoya, questa definizione di utente è importante perché coloro che traggono benefici dall’utilizzazione di risorse genetiche non sono necessariamente le stesse persone che svolgono attività di ricerca e sviluppo sulle risorse.
La «commercializzazione» include sia la vendita di prodotti il cui sviluppo si basa sull’utilizzazione di risorse genetiche sia altri negozi giuridici aventi a che fare con l’utilizzazione di tali risorse e dai quali sono ricavati benefici finanziari, in particolare licenze, contratti di pegno o simili. Il concetto di commercializzazione contempla anche la vendita di prodotti il cui sviluppo si basa sull’utilizzazione di conoscenze tradizionali associate alle ri-
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