Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/17: Tre nuove ordinanze dell'USAV nell'ambito della protezione degli animali · 38 pagine

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Secondo la CENU gli obiettivi di allevamento non devono essere improntati unicamente alle esigenze dell’uomo. Occorre sempre tenere in debito conto il benessere del singolo animale oggetto degli obiettivi di allevamento. Per cercare di evitare il più possibile i cosiddetti «allevamenti fonte di sofferenze», dovrebbe venire eseguito un controllo anche al di fuori delle organizzazioni di allevamento (CENU).

Le scuole universitarie temono che, per la ricerca nel campo degli esperimenti di laboratorio su animali, potranno esservi degli svantaggi se il modello della ponderazione degli interessi – che si rivela molto valido nell’ambito degli esperimenti sugli animali – non sarà preso in considerazione nel testo dell’avamprogetto di ordinanza: si tratta di un rischio che va assolutamente escluso (ETH-Rat, ETHZ-H, UZH-F, UZH-N, UZH-W, UniFR-Bio). Inoltre, vi è anche il pericolo che la nuova ordinanza punti troppo unilateralmente ai divieti, qualora in essa non venga disciplinata la procedura relativa alla valutazione degli schemi di allevamento (ETH-Rat).

La SVS fa notare che le categorie della nuova ordinanza vanno di pari passo oltre al resto anche con un divieto di allevamento, che proprio nell’ambito degli animali da reddito avrà profonde conseguenze economiche per i detentori di animali; a tale proposito, un’ordinanza di un ufficio federale non rappresenta una base legislativa sufficiente.

Le associazioni degli allevamenti di cani chiedono che le categorie vengano rielaborate insieme ai propri responsabili in materia di allevamento (SC, SCA, VKAS). SCEB ritiene che per l’ammissione all’allevamento devono continuare a essere competenti esclusivamente i club delle razze. KSOH osserva che, se fosse necessario rispettare tutti i punti proposti nel testo dell’avamprogetto di ordinanza, allora la base genetica d’allevamento nelle razze di cani per la protezione delle greggi diventerebbe troppo ristretta. SWH teme che la maggior parte delle razze di cani non potranno più essere allevate o che, a causa di tali misure, insorgeranno nuovi danni dovuti agli accoppiamenti tra animali consanguinei.

Capoverso 1

Gli allevatori di gatti (LPf, Abe, CSo, SVo, RAA, RVe, MSp, RGf) approvano questo capoverso. DGHT, pogona e SARA desiderano che soltanto gli animali attribuibili alla categoria di aggravio 0 possano essere impiegati nell’allevamento, affinché in futuro si riesca a eliminare anche gli aggravi lievi.

WBR non vuole che gli animali portatori di determinate caratteristiche ereditarie vengano impiegati nell’allevamento senza limitazione alcuna.

Capoverso 2

I Cantoni richiedono che l’informazione su come curare e foraggiare correttamente gli animali sia obbligatoria e debba venire data per iscritto (ZH, VSKT, KT BS, VdU, Veta ZH); a dire il vero, per gli allevatori che fanno un buon lavoro questo è già automatico (AG, AR, BL, GL, GR, LU, NW, SH, SO, SG, TG, AVSV, KT BE, KT GL, KT GR, KT SO). GE e KT JU propongono di sostituire il termine «coercizione» con la formulazione «interventi supplementari tali da compromettere il benessere degli animali tramite la somministrazione di sostanze necessarie».

La SVS desidera una precisazione su cosa si intende per «misure coercitive».

BTFS osserva che un simile obbligo d’informazione è già ora oggetto dei contratti della SCS. BDKS, MCS e SCPP ritengono che questo tipo di obbligo deve rimanere oggetto della relazione contrattuale tra l’allevatore e l’acquirente di cuccioli, e non debba figurare in