Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/17: Tre nuove ordinanze dell'USAV nell'ambito della protezione degli animali · 38 pagine
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Numero 5 Disturbi comportamentali
Secondo KT JU non è chiaro come si attua la distinzione tra le anomalie comportamentali e l’incapacità di mostrare un comportamento normale. GE richiede che la valutazione della qualità di vita di un animale debba fondarsi su criteri scientificamente misurabili, come ad es. il comportamento normale degli animali.
ZTS e Kompanima temono che il termine «qualità di vita» possa venire interpretato a sfavore degli animali: per tale motivo preferirebbero la formulazione «anomalie comportamentali che compromettono soltanto lievemente / compromettono / compromettono gravemente la compatibilità sociale, la soddisfazione dei bisogni tipica della specie o il modo tipico della specie di sottrarsi a lesioni».
Numero 6 Intervento invasivo sull’aspetto fisico
Ogni razza di cane è nata in passato come frutto dell’intervento sull’aspetto fisico del lupo, ovvero la sua forma originaria (pogona, DGHT, SARA). Di conseguenza, tutte le razze di cane dovrebbero generalmente essere attribuite alle categorie di aggravio 2 e 3, e ciò appare molto sproporzionale (SCLN). Animali come la scimmia nasica, la talpa senza pelo, il pesce blob, le scimmie uacari non corrispondono proprio alla nostra idea di «animale bello», eppure appartengono alla natura (KtSch, IG ZZ, RGef CH, RKan CH, RTau CH, ZVö CH, ZUN).
Numero 8 Strumentalizzazione eccessiva
GE raccomanda di completare questo numero aggiungendo anche alcuni varietà estreme di polli da ingrasso che hanno ulcere ai cuscinetti carnosi delle zampe.
Gli ambienti agricoli temono che a causa della formulazione «il benessere dell’animale», a seconda della forma dell’interpretazione l’intero allevamento di animali da reddito potrà essere attribuito alla categoria di aggravio 2 e 3. Per definizione, l’allevamento di animali da reddito serve all’utilizzo da parte dell’uomo (SBV-USP, ASR, Bell, BrVi, CAJB, FSHO, MuKuh,
SGK, swiss beef, swissherdbook).
Numero 9 Mortificazione
Le scuole universitarie raccomandano di rinunciare a tale termine; infatti, lo scopo della valutazione consiste sempre, già di per sé, nell’impedire di mortificare gli animali allevandoli con l’unico obiettivo di ottenere una data caratteristica fortemente limitante, solo perché tale caratteristica corrisponde a una determinata preferenza individuale (Uni FR-AWO, Uni FR-S).
Il termine di «statuto morale di essere vivente» va definito (MCS, SCPP). Tale termine non è riscontrabile oggettivamente e, a seconda della forma dell’interpretazione, potrebbe far sì che l’intero allevamento di animali da reddito sia classificato nella categoria di aggravio 2 e 3: per tale motivo, l’intero allegato 1 e l’articolo corrispondente vanno eliminati (SBV-USP).
Allegato 2 Caratteristiche e sintomi che possono causare all’animale un aggravio me-
dio o grave
I Cantoni affermano che le formulazioni, molto generiche, contenute in questo allegato non mettono loro a disposizione molti strumenti ausiliari in sede decisionale. Invece sono assolutamente necessarie delle spiegazioni (ad es. riguardo alle perdite di funzioni dovute
all’allevamento) al fine di rendere possibile l’esecuzione. Le singole caratteristiche e i singoli sintomi devono perciò venire formulati in maniera più estesa e dettagliata in base allo stato