Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/40: Legge federale sull'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Legge Innosuisse, LASPI) · 27 pagine

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1.2 Necessità d’intervento

Rapporto del DEFR sulla forma organizzativa della CTI

La mozione Gutzwiller ha offerto al Consiglio federale l’occasione per effettuare un’analisi approfondita della forma organizzativa, al di là degli aspetti puramente finanziari. Nella sua decisione del 26 giugno 2013, il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di esaminare, in collaborazione con il DFF, la possibilità di adeguamento della forma giuridica dell’attuale CTI a quella del FNS. L’analisi doveva in particolare determinare se, con la forma di un istituto di diritto pubblico16, si sarebbero ottenuti miglioramenti sostanziali nella gestione dei compiti e delle finanze della CTI, come pure a livello di coordinamento e cooperazione con il FNS, pur conservando spese amministrative comparabili.

Per adempiere questo mandato, il DEFR ha effettuato un’analisi completa17 insieme al DFF, includendo la CTI nell’organizzazione del progetto.

L’analisi della gestione finanziaria conferma la risposta del Consiglio federale alla mozione del 22 febbraio 2012 e inficia l’ipotesi avanzata dalla mozione Gutzwiller, secondo la quale il principio dell’annualità nella gestione del credito della CTI rende difficile portare avanti una pianificazione a lungo termine. L’analisi delle strutture, invece, identifica diversi problemi sul piano organizzativo che si ripercuotono tra l’altro sulla gestione finanziaria. Sono problematiche sia la ripartizione poco chiara dei compiti e delle competenze tra la presidenza e la segreteria, sia l’attuale governance interna della CTI. Da un lato, la forma giuridica di commissione decisionale determina lacune per quanto riguarda la responsabilità della vigilanza sulle attività di promozione: secondo il disciplinamento attuale, infatti, tale responsabilità compete alla presidenza, che però è direttamente coinvolta nelle decisioni in materia di promozione. Dall’altro lato, vi è poca chiarezza in merito alla ripartizione dei compiti e delle competenze tra presidenza e segreteria, in particolare nella pianificazione e nel controlling finanziari. L’attuale struttura non tiene sufficientemente conto delle esigenze fondamentali del buon governo.

L’analisi indica inoltre una necessità di ottimizzazione nell’ambito della cooperazione con il FNS. Attualmente, la complementarietà dei due organi di promozione (CTI e FNS) traspare troppo poco dalla prassi di promozione dei progetti di ricerca e innovazione. Inoltre, esiste un notevole potenziale di ottimizzazione sul piano della collaborazione internazionale, nonché dell’interfaccia, importante in quest’ambito, tra la CTI e i compiti ministeriali. È necessario agire sia sul piano dell’efficacia sia in relazione alle possibilità di sviluppo della CTI a medio termine. Oggi la CTI è soprattutto responsabile dell’attività di promozione nazionale, mentre l’attività internazionale nel settore dell’innovazione è svolta in gran parte dalla SEFRI. A questo livello è possibile ottimizzare delle interfacce.

Per quanto concerne le spese amministrative, l’analisi mostra che l’attuale forma organizzativa non è particolarmente efficiente. Da un lato, le prestazioni imprescindibili per l’attività operativa sono fornite in ampia misura da consulenti esterni o nel quadro di impieghi a tempo determinato piuttosto che dal personale fisso della segreteria. Dall’altro lato, l’attuale sistema di valutazione è oneroso nel confronto internazionale, oltre che poco flessibile e soggetto a una rotazione comparativamente scarsa.

Nel complesso, il rapporto conclude che, per molti aspetti, l’attuale funzionamento della CTI non è ottimale, essenzialmente a causa della sua forma organizzativa. Il rapporto illustra che, con la trasformazione della CTI in un istituto di diritto pubblico, si possono affrontare in maniera approfondita gli attuali problemi (cfr. n. 1.4). L’autonomia giuridica risulta realizzabile con spese amministrative comparabili a quelle dell’attuale commissione decisionale (cfr. n. 3.1 Ripercussioni per la Confederazione).

16 Nel rispetto delle direttive del rapporto del Consiglio federale sul governo d’impresa è stata scartata la soluzione della fondazione.

17 Rapporto del DEFR del novembre 2014 sulla forma organizzativa della CTI (disponibile in francese e tedesco) http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/38729.pdf \ COO.2101.103.4.708284 9/27