Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/66: Modifica dell'ordinanza sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (OPGA) - Disposizioni d'esecuzione relative alla sorveglianza degli assicurati (osservazione) · 33 pagine

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E. Revoca dell’autorizzazione

Secondo AI, GL, NE, VD, CUAI e CCCC, è coerente prevedere la revoca dell’autorizzazione se le condizioni non sono più adempiute. Le verifiche intermedie non devono però consentire di aggirare la durata di cinque anni prevista. Il sospetto che determinate condizioni non siano più adempiute deve essere solido e la sola affermazione di un assicurato o del suo rappresentante legale non può comportare una nuova verifica.

SH si chiede se occorra prevedere che gli stessi assicuratori possano o debbano inoltrare all’UFAS una richiesta per la revoca di un’autorizzazione. Inoltre parte dal presupposto che anche una violazione del diritto in materia di protezione dei dati possa portare alla revoca dell’autorizzazione.

GE propone la possibilità di una revoca definitiva dell’autorizzazione per i casi in cui gli specialisti violano i propri obblighi professionali, come previsto nella legislazione del Cantone di Ginevra.

PES, AGILE, FRAGILE Suisse, graap association, graap fondation, Inclusion Handicap, Procap,

Pro Infirmis, Pro Mente Sana, sages, SGB-FSS, Travail.Suisse e VASK chiedono che un’autorizzazione possa essere revocata anche quando lo specialista in questione svolge un’osservazione oltre limiti previsti per la medesima. Esigono inoltre di introdurre nell’ordinanza anche un divieto di utilizzo per il materiale ottenuto illegalmente durante un’osservazione. Anche secondo il SSP l’autorizzazione deve essere revocata qualora risulti che l’osservazione ha violato la legge o l’ordinanza, per esempio perché svolta su suolo privato o attraverso la finestra della stanza da letto.

Per il pvl il testo dell’ordinanza non spiega in che modo e/o da chi l’UFAS possa ottenere informazioni che inducano una verifica. In ogni caso esso non può affidarsi unicamente alle segnalazioni di terzi, ma deve sorvegliare attivamente e in misura adeguata l’attività degli specialisti. Questo aspetto va sancito nell’ordinanza, come sostenuto anche da alcuni privati.

Sempre alcuni privati propongono di includere anche le violazioni del diritto in materia di protezione dei dati tra i fattori che costituiscono motivo di revoca. Lo stesso vale per lesioni della personalità, e questo a prescindere da fatto che ne consegua una condanna penale oppure che la vittima intraprenda una procedura civile.

F. Registro pubblicamente accessibile dei titolari di un’autorizzazione-

Una stretta maggioranza dei partecipanti che si sono espressi al riguardo respinge la disposizione nella sua forma attuale. AI, GL, GR, NE, NW, OW, SG, SH, SZ, TG, TI, VD, VS, ZG, CUAI e CCCC, per esempio, si dichiarano contrari a un registro pubblicamente accessibile. Le persone interessate dovrebbero essere tenute a esibire l’autorizzazione direttamente agli organi esecutivi ed esclusivamente su richiesta. Le osservazioni sono svolte in segreto e la tenuta di un registro pubblicamente accessibile contrasterebbe con il suo scopo. Un tale registro dovrebbe dunque essere consultabile solo da parte degli assicuratori. Si teme inoltre che con un tale strumento le persone che presumono di essere oggetto di un’osservazione potrebbero raccogliere molte informazioni sugli specialisti in materia e dunque adottare preventivamente misure che potrebbero vanificare l’attività di osservazione. Concretamente, gli specialisti potrebbero essere resi noti tramite il registro e dunque anche riconosciuti durante lo svolgimento della loro attività. Soltanto la verifica dell’autorizzazione da parte dell’organo esecutivo e l’inserimento della stessa nell’incarto dell’assicurato sono giustificabili, ma non la tenuta di un registro pubblicamente accessibile. L’inserimento dell’autorizzazione nell’incarto dell’assicurato permetterebbe infatti di verificare l’abilitazione degli specialisti dopo l’apertura dell’incarto relativo all’osservazione e, se del caso, di avvalersi dei rimedi giuridici. Qualsiasi informazione va accordata soltanto su presentazione di una domanda.

Anche santésuisse e ASA esprimono critiche in merito e chiedono che il diritto di consultazione sia accordato solo in caso di un interesse giustificato. Santésuisse ritiene inoltre che la disposizione violi la legge federale sulla protezione dei dati.

JU teme che un registro pubblicamente accessibile possa eventualmente dissuadere alcune persone dal richiedere l’autorizzazione.