Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/32: Iv.ct. TG. 16.312 Complemento all'articolo 64a della legge federale sull'assicurazione malattie concernente l'esecuzione dell'obbligo di pagare i premi da parte degli assicurati · 29 pagine
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interpretata la nozione di «casi d’urgenza medica» va menzionata la decisione che è stato chiamato a prendere il Tribunale delle assicurazioni del Cantone di San Gallo in merito a un caso di parto. L’assicuratore riteneva che la nozione di urgenza menzionata nell’articolo 64a capoverso 7 LAMal fosse obbligatoriamente da interpretare in modo restrittivo; a suo avviso, in caso di trattamenti pianificabili o prevedibili con ampio anticipo (come nel caso di un parto) il carattere d’urgenza non può chiaramente esser dato. Il tribunale è invece pervenuto alla conclusione che la nozione di urgenza medica non deve essere interpretata in modo tanto restrittivo; è anzi opportuno che vengano considerati cure urgenti ai sensi dell’articolo 64a capoverso 7 LAMal i casi in cui chi esercita una professione medica è tenuto all’obbligo di prestare assistenza. Tale obbligo impone infatti al personale medico di prestare assistenza in casi «urgenti». Per il tribunale, un caso può essere considerato urgente anche quando una persona, pur non trovandosi in pericolo di vita, necessita di aiuto immediato senza il quale la sua salute potrebbe essere seriamente compromessa. Nel caso specifico, la degenza stazionaria per il parto si è resa, al momento del ricovero in ospedale, necessaria e inderogabile. Il tribunale ha inoltre fatto notare che il principio della parità di trattamento, garantito dalla Costituzione federale, verrebbe violato se ogni Cantone – o addirittura ogni fornitore di prestazioni – interpretasse in modo diverso la nozione di «casi d’urgenza medica».
In merito a un caso di decesso avvenuto nel Cantone dei Grigioni (cfr. anche n. 1.1), il 13 agosto 2018 la Commissione federale per la salute sessuale (CFSS) ha emesso una presa di posizione in cui dichiara che la terapia con farmaci antiretrovirali e le misure mediche di accompagnamento delle persone affette da HIV rientrano nei casi d’urgenza medica contemplati dall’articolo 64a capoverso 7 LAMal. Per questo genere di prestazioni gli assicuratori non potrebbero dunque sospendere la presa a carico delle cure29.
2.3 Numero delle esecuzioni
Il numero delle procedure di esecuzione promosse dagli assicuratori malattia supera di gran lunga quello degli attestati di carenza di beni che ne derivano. Nel 2018 gli assicuratori hanno escusso circa 421 000 assicurati: l’ammontare del credito corrispondeva mediamente a poco più di 2100 franchi per ogni esecuzione30. La statistica rileva che fra l’avvio di una procedura di esecuzione e il rilascio di un attestato di carenza di beni trascorrono in media circa due anni. Due terzi circa dei premi in arretrato vengono regolati durante questo periodo; nei casi rimanenti i Cantoni assumono l’85 per cento dei crediti che hanno dato luogo al rilascio di un attestato di carenza di beni. I dati sono ad ogni modo incompleti, dato che non tutti gli assicuratori hanno fornito indicazioni esaustive.
Gli uffici di esecuzione della Città di Zurigo stimano fra 700 000 e 1 milione il numero delle procedure esecutive avviate ogni anno in tutta la Svizzera dagli assicuratori malattia. Fanno tuttavia notare che spesso questi ultimi avviano una procedura
29 Commissione federale per la salute sessuale (CFSS), «La thérapie VIH: une prestation de médecine d’urgence au sens de l’art. 64a, al. 7, de la loi fédérale sur l’assurancemaladie», 13 agosto 2018 (in francese e tedesco).
30 Statistica dell’assicurazione malattie obbligatoria, UFSP, 2018, tabella 7.11 (in francese e tedesco)