Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/15: Modifica della legge federale sulle attività informative · 35 pagine

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Il gruppo degli oppositori è del parere che bisogna rinunciare a stralciare il capoverso 2. Una soppressione, infatti, avrebbe un grave effetto deterrente e intimidatorio («chilling effect»). Particolarmente grave è il fatto che le misure verrebbero applicate anche nei confronti di terzi sottoposti al segreto professionale, alla protezione delle fonti dei giornalisti e ad altri obblighi di mantenere il segreto.

4.32 Art. 29

VD ritiene che in francese la formulazione sia problematica e suggerisce: «les données relatives aux procédures pénales et aux mesures de contraintes ordonnées dans le cadre de ces procédures». Inoltre ritiene che questi capoversi siano integralmente ripresi e completati negli articoli 29a, 29b et 29c LAIn. Auspica un’abrogazione dell’articolo 29 capoversi 2–8.

Il PLR appoggia la procedura di approvazione descritta in questo articolo.

Dato che le misure di accompagnamento non sono definite malgrado le violazioni importanti alle libertà individuali, il TAF esprime le proprie riserve in merito al tenore di questa nuova disposizione.

Per il gruppo degli oppositori, questa disposizione non permette di garantire che il tribunale disponga di una panoramica fondata della situazione. A suo avviso esiste un rischio che le indicazioni selezionate e presentate dal SIC rendano un quadro distorto della realtà e che il SIC presenti unicamente indicazioni che favoriscono una determinata misura. Sarebbe indispensabile che il SIC trasmetta al TAF il dossier competo e non soltanto i «documenti essenziali». Aggiunge inoltre che la persona sottoposta a sorveglianza debba avere un rappresentante con un accesso completo alla procedura e ai documenti dell’autorizzazione e sia abilitata a presentare conclusioni dinanzi al TAF. Il gruppo propone anche che siano pubblicate statistiche dettagliate sui processi di autorizzazione.

4.33 Art. 29a

FR e la CPS pensano che bisognerebbe prevedere all’articolo 29a capoverso 3 che non siano i competenti giudici dei provvedimenti coercitivi a fornire le informazioni al TAF di cui ha bisogno, bensì i ministeri pubblici.

Il PLR sostiene la procedura di autorizzazione concernente una demanda di acquisizione (art. 29) come pure il processo decisionale che ne deriva (art. 29a).

Il TAF esprime le proprie riserve riguardo a una situazione che comporta un trattamento parallelo di una procedura di sicurezza e di un procedimento penale con il rischio che la procedura di sicurezza contro la persona mirata perduri a scapito del procedimento penale pendente contro la stessa persona, nonostante le differenti garanzie. Inoltre ritiene che non sia chiaro nel rapporto esplicativo cosa si intenda esattamente con il fatto che il SIC debba dimostrare che la procedura di acquisizione ad autorizzazione non entri in conflitto con le misure di procedura penale. Chiede anche di presentare una soluzione per il caso in cui una misura coercitiva identica derivante dalla procedura penale sarebbe ordinata soltanto durante una misura in corso di acquisizione soggetta ad autorizzazione.

Per quanto riguarda il capoverso 5, il gruppo degli oppositori, la FSA e la FSP sostengono che il TAF debba pronunciarsi in merito a tutte le MASA, sia che sono eseguite su suolo svizzero sia che lo sono su suolo straniero. Inoltre l’esecuzione di una sorveglianza da parte del SIC all’estero dovrebbe essere conforme alle regole del diritto internazionale o, per lo meno, a quelle dello Stato interessato. Il gruppo degli oppositori pensa che questa sorveglianza all’estero debba anche essere sottoposta al controllo di un giudice. Solleva la questione della tutela dei diritti fondamentali degli Svizzeri all’estero.

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