Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/104: Revisione dell'ordinanza sui documenti d'identità dei cittadini svizzeri (Ordinanza sui documenti d'identità) · 33 pagine
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Revisione dell’ordinanza sui documenti d’identità – Rapporto sui risultati della procedura di consultazione
Il decreto federale del 13 giugno 2008 e il presente avamprogetto di ordinanza sono stati oggetto di controversie in seno all’ACS. Molti Comuni si oppongono alla creazione di nuove strutture per il rilascio dei nuovi documenti d’identità. Secondo l’ACS, occorre disciplinare l’accesso diretto per i Cantoni, ovvero per gli uffici dello stato civile competenti, a tutti i dati necessari per la preparazione delle informazioni di base. Per quanto riguarda la protezione dei dati, l’UFSC chiede d’introdurre un elenco di chi è autorizzato all’accesso.
Questo catalogo deve essere formulato in modo chiaro, in modo tale da evitare una violazione sistematica della privacy dei cittadini e da garantire la protezione dei dati personali. L’associazione esorta inoltre a garantire anche in futuro, a chi è più anziano, meno mobile e utilizza il proprio documento d’identità esclusivamente per compiere un atto giuridico, la possibilità di richiedere una carta d’identità sprovvista di microchip presso il proprio Comune di domicilio.
L’UCS giudica la nuova procedura di rilascio poco favorevole ai cittadini. Essa obbligherebbe infatti i cittadini a richiedere il documento d’identità presso un servizio centrale e non più presso il proprio Comune di domicilio. Alcune città esprimono perplessità sul trasferimento delle competenze ai Cantoni, deplorando la perdita di un servizio pubblico per i cittadini (soprattutto per quanto riguarda le carte d’identità). Per contro, ritengono vantaggioso, in termini economici e di interessi generali, affidare la procedura di richiesta dei passaporti biometrici ai centri di registrazione cantonali. In questo modo l’intera procedura sarebbe gestita da una stessa autorità, con conseguenti vantaggi per i cittadini. Inoltre, l’UCS raccomanda vivamente (nell’interesse dei cittadini svizzeri) di creare un numero sufficiente di centri di registrazione. È necessario infine obbligare i servizi cantonali competenti ad elaborare i propri progetti collaborando con le città e i Comuni.
L’ASCA appoggia ogni tentativo di rendere i documenti d’identità svizzeri più sicuri. I membri dell’associazione sono, tuttavia, poco inclini ad accettare modifiche che si ripercuotono sui cittadini svizzeri. Si pensi, ad esempio, al trasferimento di competenze dai Comuni ai servizi cantonali, per quanto concerne il rilascio dei documenti d’identità, e alla conseguente perdita, da parte dei cittadini, del diretto contatto con le amministrazioni comunali.
L’USI rinuncia a pronunciarsi in merito all’avamprogetto, in quanto ritiene che esso non comporti alcuna ripercussione economica per gli imprenditori. Richiama tuttavia
l’attenzione sul problema degli orari di apertura degli sportelli. A suo avviso, dev’essere