Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/104: Revisione dell'ordinanza sui documenti d'identità dei cittadini svizzeri (Ordinanza sui documenti d'identità) · 33 pagine
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Revisione dell’ordinanza sui documenti d’identità – Rapporto sui risultati della procedura di consultazione
3. Valutazione complessiva del progetto
AG, BE, BL, FR, GE, GL, LU, NE, NW, VD, SG, SO, SZ, TG, TI, UR, ZG, ZH e CP, SAB, USAM, FUCP accolgono con favore la presente revisione (e l’introduzione definitiva del passaporto biometrico a partire dal 1° marzo 2010) e approvano sostanzialmente
l’avamprogetto, proponendo soltanto alcune modifiche.
AI respinge l’introduzione dei documenti d’identità biometrici, giudicandola inappropriata e irragionevole. Ritiene infatti che l’introduzione, nella forma proposta, possa produrre costi eccessivi e che un passaporto per adulti valido soltanto 5 anni contrasti con la richiesta di tariffe favorevoli per le famiglie con figli (art. 9 cpv. 2 AP LDI). Secondo AI, a chi intende viaggiare in Paesi in cui è obbligatorio il passaporto biometrico si potrebbe comunque concedere la possibilità di richiedere questo tipo di documento.
AG e BE valutano positivamente la nuova procedura di richiesta, in quanto caratterizzata da una riduzione delle fasi dipendenti fra loro e dall’accesso diretto ai dati di Infostar (senza cambiamento di sistema). I due Cantoni sono inoltre favorevoli al fatto che si osservi il principio della copertura dei costi. Ritengono che, dopo una fase di consolidamento, sarà opportuno riesaminare le tariffe.
GR sottolinea che, considerata la data d’introduzione prevista (1° marzo 2010), è necessario che la Confederazione conferisca la massima priorità al progetto relativo ai documenti d’identità biometrici, in modo da consentire ai Cantoni di portare avanti i propri lavori (pianificazione, realizzazione, legislazione, acquisizione dei mezzi, investimenti, eventualmente nuovi contratti di locazione ecc.).
BL e BS approvano in larga parte le modifiche all’ordinanza. Ritengono tuttavia che i Cantoni non debbano essere costretti a utilizzare procedure parallele troppo complicate (ovvero due procedure completamente distinte) e per giunta poco favorevoli ai cittadini. I clienti dovrebbero avere invece a disposizione un centro di contatto unico al quale possano rivolgersi per richiedere un documento d’identità. I due partecipanti alla consultazione ritengono ragionevole esigere che in futuro i documenti d’identità possano essere richiesti presso un servizio cantonale centrale (p. es. l’ufficio dei passaporti).
Quattro partiti politici hanno fatto pervenire il proprio parere: