Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/104: Revisione dell'ordinanza sui documenti d'identità dei cittadini svizzeri (Ordinanza sui documenti d'identità) · 33 pagine

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Revisione dell’ordinanza sui documenti d’identità – Rapporto sui risultati della procedura di consultazione

BE, OW, UR, VS, ZG e CSC esprimono perplessità sul fatto che nei documenti ufficiali si possa registrare il cognome d’affinità senza che esso figuri in Infostar, ma riconoscono che, in virtù della base legale (art. 2 cpv. 4 LDI), occorre conformarsi a questa prassi.

L’UFSC propone che soltanto il cognome ufficiale possa figurare tra i cognomi, con la possibilità di registrare il cognome da nubile / celibe, il cognome del partner e quello d’affinità come integrazioni d’ufficio.

AR giudica inutile ripetere le fonti di dati definite all’articolo 10, ragion per cui è sufficiente che il primo periodo del capoverso 1 dell’articolo 14 contenga un riferimento all’articolo 2 LDI.

4.15.2. Registrazione dei luoghi d’origine (art. 14 cpv. 2)

SG sottolinea che, in virtù dell’articolo 39 capoverso 2 numero 4 e segg. CC, tutti i diritti civili di una persona (i diritti di attinenza cantonali e comunali) fanno parte dello stato civile e che pertanto tutti i luoghi d’origine hanno la stessa rilevanza. Ritiene quindi che

l’impossibilità di registrare tutti i luoghi d’origine comporti dei problemi di carattere giuridico.

4.16. Impronte digitali come ulteriore elemento del passaporto (art. 14a cpv. 1 lett. c)

Secondo l’USS, le impronte digitali registrate come dati biometrici non devono diventare un contenuto obbligatorio del passaporto. L’USS si dichiara quindi contraria a una registrazione diffusa delle impronte digitali.

BL esprime serie preoccupazioni riguardo alla protezione dei dati. Il Cantone mette in particolare in discussione la norma che permette al Consiglio federale di concedere ai privati e alle autorità le autorizzazioni di accesso ai dati biometrici. BL ribadisce inoltre le stesse riserve in merito già formulate nel 2005.

Il PS prende posizione sul microchip, destinato a essere inserito nel passaporto, e sui dati biometrici ivi contenuti, esprimendo ancora una volta forti perplessità riguardo alla protezione dei dati e alla sicurezza dello stesso microchip. Il partito si dice inoltre preoccupato della possibilità di un uso irregolare dei dati da parte delle autorità estere e delle compagnie aeree. In generale, il PS sostiene che le autorità debbano proseguire la propria attività d’informazione e di persuasione.