Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/21: Abitazioni secondarie - Guida alla pianificazione direttrice cantonale · 33 pagine

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Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE/ Guida abitazioni secondarie Bozza aprile 2009

1 SITUAZIONE INIZIALE

Nei villaggi di vacanza e nelle regioni turistiche l’offerta di letti risulta turisticamente attrattiva soltanto se sussiste anche un’offerta di abitazioni secondarie sufficiente e differenziata in merito a grandezza e comfort. La grande richiesta di abitazioni secondarie, la circostanza che rispetto al settore alberghiero l’occupazione dei letti è molto più bassa e le conseguenze indesiderate legate all’estensione degli insediamenti verso gli spazi ricreativi pongono, nelle regioni turistiche, delle sfide particolari alla pianificazione del territorio sia a livello comunale sia a livello regionale e cantonale.

A seconda degli interessi particolari, gli effetti di una forte crescita delle abitazioni secondarie sono percepiti in modo completamente diverso: l’edilizia locale, senza un’intensa costruzione di abitazioni secondarie, teme di perdere un punto di riferimento importante per la propria esistenza economica. Il settore alberghiero vede minacciata la propria esistenza a causa della persistente pressione di adibire gli spazi ad altri scopi. La popolazione locale in cerca di abitazioni è confrontata con prezzi del terreno e degli affitti molto alti. Al di fuori dell’alta stagione, per il turista i villaggi di vacanza assumono un aspetto spettrale, caratterizzato da interi quartieri con le persiane chiuse. Non da ultimo i siti naturali e gli spazi ricreativi, che sono di fondamentale importanza per il turismo, sono minacciati e banalizzati dalla proliferazione delle abitazioni secondarie.

La domanda di abitazioni secondarie non è limitata ai centri turistici. L’attrattiva dei centri si irradia pure sui Comuni vicini e le misure adottate da un Comune si ripercuotono anche sui Comuni limitrofi. Lo sviluppo delle abitazioni secondarie va perciò coordinato all’interno di uno spazio regionale definito in base a dei criteri funzionali. In questo contesto vanno pure affrontate le questioni di come ridurre a lungo termine i cosiddetti «letti freddi» e di come raggiungere

nell’interesse comune una migliore occupazione dei letti disponibili.

La Costituzione federale sancisce che per la pianificazione del territorio sono responsabili principalmente i Cantoni. Essi definiscono le principali caratteristiche dello sviluppo territoriale auspicato, coordinano le diverse e in parte contrastanti attività d’incidenza territoriale e le indirizzano verso gli obiettivi dello sviluppo territoriale della Confederazione e del Cantone. Per adempiere questi compiti i Cantoni si affidano allo strumento del piano direttore cantonale. La Confederazione verifica i piani direttori cantonali e li approva se conformi alla legge sulla pianificazione del territorio e al rimanente diritto federale, e se tengono in considerazione le pianificazioni della Confederazione e dei Cantoni vicini.

Nelle regioni turistiche lo sviluppo territoriale, e con esso lo sviluppo nel settore delle abitazioni secondarie, tocca degli aspetti fondamentali dell’ordinamento territoriale. Di conseguenza le valutazioni del Cantone in merito all’incidenza territoriale dell’auspicato sviluppo turistico sono da integrare nel piano direttore cantonale. La risposta alle domande se, da un punto di vista pianificatorio, sussista una necessità di regolamentazione per le abitazioni secondarie, e quali siano le norme adeguate e necessarie, va data in funzione dello sviluppo territoriale e turistico registrato finora e auspicato per il futuro.