Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/48: Modifica del Codice penale e del Codice penale militare concernente l'assistenza organizzata al suicidio · 30 pagine

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L'aumento costante dei casi di suicidio assistito ha subito un colpo di arresto nel 2008, anno in cui Dignitas ed EXIT Deutsche Schweiz hanno dichiarato di aver assistito rispettivamente 13235 e 16736 persone (nel 2007 la cifra ammontava rispettivamente a 138 e 179 persone, mentre nel 2006 a 195 e 150 persone). Per queste due organizzazioni si rileva dunque una diminuzione del 6 per cento rispetto al 2007 e del 13 per cento rispetto al 2006. Questo risultato è difficile da interpretare, tanto più che le statistiche relative al numero generale di suicidi nel 2008 non sono ancora disponibili. Si potrebbe supporre che l'applicazione più rigorosa delle disposizioni vigenti e lo sviluppo delle cure palliative, a seguito della pubblicazione dei due rapporti, abbiano contribuito a ridurre leggermente l'attività delle organizzazioni di aiuto al suicidio. Tuttavia, non si può escludere del tutto che questa diminuzione sia solo temporanea e che l'aumento dei suicidi assistiti riprenda nel 2009.

2.4. Sviluppo in altri Paesi europei

2.4.1. Germania

Da anni i protagonisti del fenomeno del turismo del suicidio sono principalmente cittadini tedeschi37. Da qualche tempo, però, Dignitas non è più attiva solo in Svizzera o, per l'esattezza, dal territorio svizzero, bensì anche nella stessa Germania.

Questa tendenza è stata discussa anche dall’opinione pubblica. Già il 27 marzo 2006 i Länder Saarland, Turingia e Assia avevano presentato a livello federale la proposta di legge «Verbot der geschäftsmässigen Vermittlung von Gelegenheiten zur Selbsttötung» (Divieto di mediazione commerciale di possibilità di suicidio) per introdurre nel Codice penale tedesco un nuovo articolo 217 intitolato «Geschäftsmässige Förderung der Selbsttötung» (Promozione commerciale del suicidio). Secondo tale articolo chi, con l'intenzione di incentivare il suicidio di un'altra persona, svolge attività di mediazione avente a oggetto la possibilità di suicidio o fornisce tale possibilità su scala commerciale, è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria. In questo contesto va sottolineata la particolare attenzione riservata all'aspetto pubblicitario e propagandistico dell'attività delle organizzazioni di aiuto al suicidio. La proposta è sfociata nell'elaborazione a livello federale di un nuovo progetto dell'articolo 217 del Codice penale tedesco che prevede il divieto di costituire associazioni di aiuto al suicidio.

Il 4 luglio 2008 il Consiglio federale tedesco si è infine espresso contro l'eutanasia praticata a livello commerciale e contemporaneamente a favore della medicina palliativa e dell'attività degli ospizi. Ha proposto di punire l'attività commerciale finalizzata alla pratica dell'assistenza al suicidio, l'offerta e la vendita commerciale di mezzi per il suicidio e l'assunzione di un ruolo decisivo in una tale attività, chiedendo al Legislatore di iniziare i pertinenti lavori entro il 200838. Tuttavia il progetto è ancora in fase di discussione.

germente aumentati. Per le persone in età avanzata si nota un netto incremento dei decessi per suicidio. Tra i 15 e i 44 anni, sia per gli uomini che per le donne, il suicidio è la seconda causa di morte (UST, Numero di decessi e tassi di mortalità secondo le principali cause di morte e l'età, uomini e donne, UST, 2002-2005). Con 15 suicidi ogni 100 000 abitanti la Svizzera si colloca nella fascia superiore della media dei Paesi europei (cfr.: www.bag.admin.ch.suizidpraevention).

35 I dati sono consultabili sul sito internet di Dignitas: www.dignitas.ch/Taetigkeitsberichte/FTB%20nach%20Jahr%20und%20Domizil_1998-2008.pdf.

36 Cfr. il rapporto di gestione 2008 pubblicato da EXIT in: Exit info 2009/1, pag. 17, consultabile sul sito internet: www.exit.ch.

37 Nel 2006 il 57 % degli stranieri assistiti da Dignitas erano tedeschi.

38 Cfr. comunicato stampa del Consiglio federale tedesco del 4 luglio 2008 al seguente link: