Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/22: Progetto di legislazione esecutiva relativa alla revisione totale della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni · 18 pagine

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Per assolvere i loro obblighi in materia di sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni nonché per garantire la manutenzione dei sistemi, secondo la lettera c hanno diritto di accedere al sistema di trattamento anche i collaboratori del Servizio SCPT.

Infine, secondo la lettera d, hanno diritto di accesso i terzi cui il Servizio SCPT ha delegato compiti di manutenzione, gestione e programmazione.

Secondo il capoverso 2, determinati collaboratori di un’autorità (cosiddetti «OrgAdmin») possono assegnare diritti d’accesso ad altre persone. Questi accessi possono essere concessi a tutti i collaboratori dell’autorità in questione. È il Servizio SCPT che, su ordine della persone competente, ad esempio un comandante di polizia, conferisce il diritto di assengnare accessi a terzi. A tal fine gli OrgAdmin ricevono accessi speciali (token che generano numeri) da assegnare in misura limitata. In questo modo viene ad esempio concesso l’accesso a traduttori, rappresentanti legali e difensori, al fine di garantire i diritti previsti dalla legge. Il diritto di consultare gli atti è concesso dai detentori della collezione di dati, ossia, secondo l’articolo 13 LSCPT, dalle autorità che hanno accesso al sistema di trattamento conformemente all’articolo 9 LSCPT. Gli accessi non avvengono quindi dal computer personale del rappresentante legale, bensì mediante procedura di richiamo (accesso online) in locali stabiliti dall’autorità investita del caso o mediante altri mezzi da essa messi a disposizione, ad esempio un supporto di dati. Soprattutto nel caso di procedimenti in cui occrre proteggere i testimoni, è ipotizzabile che le autorità siano autorizzate a riprodurre soltanto alcuni passaggi di un messaggio o che debbano oscurare parte dei verbali. Ai privati oggetto della misura di sorveglianza o da questa interessati e che possono far valere i loro diritti di parte è concesso l’accesso ai dati alla stregua di quanto avviene per i rappresentanti legali. Il Servizio SCPT non è in contatto diretto con le persone interessate dalla misura o i loro rappresentanti legali. Qualora un token venga assegnato a terzi, la persona competente secondo il capoverso 1 lettera a (il collaboratore dell’autorità) resta responsabile, ad esempio anche per la perdita del token. Deve inoltre documentare in modo dettagliato l’utilizzo del token affinché per il Servizio SCPT sia chiaro chi ha avuto accesso a quali dati e quando.

Secondo il capoverso 3 il Servizio SCPT ha l’obbligo di verificare periodicamente se sussistono le condizioni per i diritti di accesso. In questo modo si intende evitare che, a causa di cambiamenti non segnalati, ad esempio un collaboratore che lascia o cambia la sua funzione, restino attivi accessi ormai non più necessari.

Secondo il capoverso 4 i diritti di accesso al sistema di trattamento sono disciplinati nell’allegato, dal quale emerge con chiarezza quali funzioni possono essere assegnate a quali gruppi di persone. Maggiori dettagli sono contenuti nel regolamento per il trattamento dei dati redatto dal Servizio SCPT.

Art. 8 Diritti di accesso ai dati di singole sorveglianze

Il collaboratore di un’autorità cui è stato concesso l’accesso al sistema di trattamento può avviare l’applicazione per trattare i dati delle sorveglianze. In questa fase, però, non è ancora in grado di visualizzare i dati. Secondo il capoverso 1, infatti, è necessario a tal fine che egli disponga dei diritti di accesso ai dati di singole sorveglianze. Per ottenere tali diritti esistono due possibilità: o il Servizio SCPT concede l’accesso alle persone elencate nell’ordine di sorveglianza12 o un

12 Cfr. art. 3 OSCPT.