Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 35 pagine
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Il passaggio dall’«età di pensionamento ordinaria» all’«età di riferimento» è affrontato soltanto da OW e NW, che si dichiarano entrambi favorevoli alla modifica. NW approva la flessibilizzazione dell’AVS, che corrisponde a una tendenza in atto da tempo. Considera quindi logico che si passi da un’età di pensionamento fissa a un’età di riferimento.
4.1.2 Partiti politici e sezioni di partito
I partiti di centro e quelli di destra (PBD, PPD, PEV, PLR, UDC e pvl) sono favorevoli all’armonizzazione dell’età di riferimento a 65 anni in entrambi i pilastri. Per il PPD, l’aumento dell’età di riferimento a 65 anni non è negoziabile. Tuttavia, qualora importanti elementi della proposta riforma dovessero essere stralciati, il PEV non sosterrebbe più l’aumento dell’età di riferimento delle donne. A suo avviso, inoltre, l’aumento dovrebbe essere attuato imperativamente in modo graduale, onde evitare effetti indesiderati nell’anno di transizione. Il PLR indica che la fase di transizione non dovrebbe durare più di quattro anni. Per l’UDC, l’età di riferimento dovrebbe essere introdotta senza alcuna fase di transizione. Il PBD chiede che nell’ambito del presente progetto venga trattata imperativamente la questione dell’adeguamento dell’età di pensionamento AVS alla speranza di vita e rimanda in proposito a un intervento parlamentare presentato nel 2012 (12.4131). I Giovani liberali radicali svizzeri approvano l’armonizzazione dell’età di riferimento e si pronunciano a favore di un aumento graduale di due mesi all’anno.
I partiti di sinistra (PSS, PSS-D, PS 60+ e PES) si dichiarano contrari all’armonizzazione dell’età di riferimento delle donne a quella degli uomini. Per il PES, tale armonizzazione può essere presa in considerazione soltanto a condizione che vengano eliminate le cause strutturali (disparità salariali, deduzione di coordinamento nel regime delle casse pensioni) che rendono insufficiente la copertura del fabbisogno vitale dopo il pensionamento per gran parte delle donne. A suo parere, va tenuto presente che, sin dall’ingresso nel mondo del lavoro, le donne percepiscono salari inferiori del 7–8 per cento. Questi salari non versati ma in realtà dovuti vengono a mancare non solo durante la vita lavorativa, ma anche per la costituzione della rendita di vecchiaia. Pure il PSS si oppone alla modifica a causa delle disparità salariali esistenti tra uomini e donne. Inoltre, a suo parere le donne sono sovrarappresentate nei settori a basso reddito e più esposte al rischio di povertà rispetto agli uomini. Il PS 60+ chiede che l’età di riferimento venga abbassata a 63 anni per entrambi i sessi, poiché per le persone di più di 60 anni non vi sono abbastanza posti di lavoro.
4.1.3 Autorità e istituzioni affini
La CDOS approva l’armonizzazione dell’età di riferimento delle donne a quella degli uomini, sottolineando al contempo che l’aumento dell’età di riferimento delle donne deve essere necessariamente accompagnato da un’adeguata compensazione. L’UCS si dichiara a favore dell’armonizzazione, ma indica che alcuni dei suoi membri si oppongono alla modifica. Contro l’adeguamento terminologico non ha nulla da obiettare.
4.1.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia
La maggior parte delle associazioni mantello nazionali dell’economia approva la proposta armonizzazione dell’età di riferimento (USAM, economiesuisse, USI, SIC Svizzera, USC). Per alcune, questo passo non è però sufficiente, poiché ritengono necessarie altre misure sul fronte delle prestazioni (USAM, USI, economiesuisse). Per l’USAM, una riforma dell’AVS che non prevedesse l’armonizzazione dell’età di riferimento sarebbe inaccettabile. A suo avviso, il livellamento rappresenta una rettifica dovuta da tempo, poiché la speranza di vita delle donne rimane nettamente superiore a quella degli uomini. L’USC è d’accordo con il graduale aumento dell’età di riferimento delle donne. Per USI ed economiesuisse è però inspiegabile che l’aumento venga attuato soltanto un anno dopo l’entrata in vigore della riforma.