Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 35 pagine
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fonti di finanziamento, ad esempio un’imposta sull’economia digitale (imposta digitale) o sulle transazioni finanziarie (Tobin tax).
La maggior parte delle organizzazioni che difendono gli interessi degli assicurati appoggia un aumento dell’IVA a favore dell’AVS (PS, CSA, FARES, ASA/SVS, Aktive Senioren Luzern, Pro Single Schweiz); solo l’AVIVO vi si oppone. Quest’ultima propone di aumentare la base contributiva dell’AVS prelevando contributi da tutte le fonti di reddito, ovvero non solo sui salari, ma anche sui ricavi finanziari e sui redditi da capitale. Oltre all’aumento dell’IVA, la FARES chiede altresì un incremento del contributo della Confederazione al 21 per cento. Anche la maggior parte delle organizzazioni di aiuto ai disabili (Agile, Inclusion Handicap, VASK, PMS) è favorevole a un finanziamento tramite l’IVA. Cerebral si oppone alla modifica, poiché a suo giudizio manca l’effettiva considerazione delle condizioni reddituali e patrimoniali dei contribuenti, e preferirebbe un finanziamento mediante l’aumento dei contributi salariali. Inclusion Handicap, PMS, Agile e VASK chiedono l’esame di fonti di finanziamento alternative, ad esempio di un’imposta di successione o di una Tobin tax. Per Inclusion Handicap, un aumento del tasso di contribuzione è fuori questione.
Tutte le organizzazioni femminili e di assicurati approvano l’aumento dell’IVA di 1,5 punti percentuali, ad eccezione di Pro Single Schweiz, che appoggia un aumento non superiore agli 0,6 punti percentuali. Aktive Senioren Luzern si pronuncia a favore dell’aumento solo a condizione che venga abolita la penalizzazione del matrimonio. I partecipanti ritengono che l’aumento debba avvenire in modo proporzionale (PMS, USDCR, PS).
PS, CSA e Pro Single Schweiz sono d’accordo sul fatto che il fabbisogno finanziario dell’AVS venga rivalutato in caso di entrata in vigore delle misure della RFFA. In tal caso, Pro Single Schweiz sarebbe a favore di un aumento dell’IVA di 0,3 punti percentuali. Nel caso di una riduzione dell’aumento dell’IVA da 1,5 a 0,7 punti percentuali, PS propone di rinunciare a un aumento dell’aliquota ridotta per i beni di prima necessità.
4.4.6 Istituti di previdenza, compagnie d’assicurazione, associazioni professionali e organi esecutivi
In questa categoria, solo ASA/SVV e SDRCA si esprimono in merito alla questione del finanziamento supplementare. La SDRCA accoglie con favore sia l’impiego dell’IVA come fonte di finanziamento sia il previsto aumento di 1,5 punti percentuali. L’ASA/SVV appoggia un aumento dell’IVA di 0,6 punti percentuali al massimo, o di 0,3 punti percentuali nel caso in cui fossero attuate le misure per l’AVS previste dalla RFFA. L’associazione ritiene inoltre imprescindibile un collegamento tra il decreto federale e le modifiche di legge. In merito alle misure per l’AVS della RFFA si è espressa solo la CCCC, la quale auspica un ragionevole coordinamento tra i due progetti.
4.4.7 Altri partecipanti
Gli altri partecipanti alla procedura di consultazione accolgono positivamente l’impiego dell’IVA come fonte di finanziamento, ma, ad eccezione di Suissetec, criticano il proposto aumento di 1,5 punti percentuali, a loro giudizio troppo elevato (FER, CP, SSIC, Datori di Lavoro Banche, GastroSuisse, Hotelleriesuisse, FRC). FER e FRC propendono per un aumento di 0,7 punti percentuali al massimo, mentre CP, SSIC, Datori di Lavoro Banche, Hotelleriesuisse e GastroSuisse sono favorevoli a un aumento di 0,6 punti percentuali, o di 0,3 punti percentuali con le misure della RFFA. Nel caso di un aumento più consistente, GastroSuisse si aspetta un aumento lineare dell’IVA, in modo da attenuare almeno in parte l’impatto negativo sul settore alberghiero e della ristorazione. Secondo numerosi partecipanti (USIE, Suissetec, CP, Swiss Textiles, GastroSuisse, Hotelleriesuisse) manca un collegamento tra la questione del finanziamento supplementare e le altre modifiche di legge.