Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 35 pagine

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Cantoni che si sono pronunciati sulla modalità dell’aumento dell’IVA sono favorevoli a un aumento proporzionale delle aliquote IVA.

BE invita la Confederazione a rendere più trasparenti le cifre pubblicate sui costi conseguenti di un aumento dell’IVA, in modo che i Cantoni siano in grado di esaminarne le implicazioni finanziarie concrete. UR e SZ chiedono che si stabilisca un nesso vincolante tra l’aumento dell’IVA e gli adeguamenti nella LAVS e nella LPP.

La maggioranza dei Cantoni (LU, SZ, OW, NW, GL, FR, SO, SH, AR, AI, GR, AG, VD, VS,

NE, JU) accoglie con favore il fatto che il fabbisogno finanziario dell’AVS sarà rivalutato in caso di adozione delle misure della RFFA. GE osserva che, nonostante i 2 miliardi di franchi supplementari destinati all’AVS nel quadro della RFFA, sarà necessario trovare altre fonti di finanziamento, poiché il fabbisogno finanziario dell’AVS supera di gran lunga i 2 miliardi. Anche VD propone di attendere l’esito di un’eventuale votazione popolare.

4.4.2 Partiti politici e sezioni di partito

Ad eccezione dell’UDC, nessun partito rappresentato nell’Assemblea federale respinge di

principio il ricorso all’IVA come fonte di finanziamento. Il PBD è favorevole all’idea di utilizzare un aumento dell’IVA per ridurre il fabbisogno finanziario dell’AVS. PSS e PSS-D fanno presente che un aumento proporzionale dell’IVA riduce l’effetto antisociale di questa imposta, in quanto gran parte del gettito proviene da generi voluttuari. PSS, PSS-D e PES propugnano tuttavia l’utilizzo di altre fonti di finanziamento combinabili tra loro, tra cui l’aumento del contributo della Confederazione, l’attribuzione integrale dei proventi del percento demografico all’AVS o l’aumento dei contributi salariali. Anche il pvl si esprime a favore dell’utilizzo dell’intero percento demografico. Il PES suggerisce di esaminare l’istituzione di un fondo sovrano con una parte del patrimonio della Banca nazionale, i cui proventi dovrebbero confluire integralmente nella sicurezza sociale. Il PLR dubita che un aumento dell’IVA sia la soluzione giusta. Nel caso di un aumento, tuttavia, ritiene che esso debba essere il più contenuto possibile. Per l’UDC un aumento delle imposte o dei contributi salariali è assolutamente fuori questione. Questo partito chiede che la totalità dei proventi del percento demografico sia attribuita all’AVS, che il debito dell’AI nei confronti dell’AVS sia ridotto e che ogni anno siano destinati all’AVS un miliardo dagli aiuti allo sviluppo e il previsto miliardo per il contributo alla coesione.

Il PEV si dichiara espressamente a favore dell’aumento di 1,5 punti percentuali. Il PPD esprime il suo parere solo sul previsto aumento dell’IVA in relazione alla RFFA, sottolineando che esso dovrebbe ammontare al massimo a 1,0 punti percentuali. Il PSS e il PES osservano solo che non si oppongono a un aumento dell’IVA. Il PLR e il pvl si dichiarano contrari a un aumento di 1,5 punti percentuali. Per il PLR è accettabile solo un aumento dell’IVA che non superi gli 0,6 punti percentuali. Il pvl chiede un aumento massimo compreso tra 0,3 e 0,8 punti percentuali. Inoltre, la totalità dei proventi del percento demografico dovrebbe andare a beneficio dell’AVS. Qualora tali fondi non fossero sufficienti, il partito raccomanda l’adozione di ulteriori misure sul fronte delle prestazioni e delle entrate. Il PLR e il pvl esigono inoltre che sia previsto un collegamento tra il decreto federale e le modifiche di legge.

Nessuno dei partiti rappresentati nell’Assemblea federale si oppone alla considerazione

del finanziamento supplementare della RFFA nel quadro della stabilizzazione dell’AVS. In questo contesto, il PLR non ritiene opportuno attendere l’esito della votazione popolare sulla RFFA, poiché, data l’urgenza, la riforma dell’AVS dovrebbe entrare in vigore nel 2021. Tuttavia, ritiene che l’aumento dell’IVA nel quadro della stabilizzazione dell’AVS debba essere adeguato in caso di entrata in vigore della RFFA.

I Giovani liberali radicali svizzeri sono contrari, per ragioni di politica sociale ed economica, a un aumento dell’IVA superiore agli 0,3 punti percentuali. Gli esponenti del PS 60+ esprimono un parere contrario all’impiego dell’IVA quale finanziamento supplementare dell’AVS. Al posto dell’IVA, a loro avviso occorre aumentare il tasso di contribuzione AVS e introdurre un’imposta sui dividendi a favore dell’AVS.