Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/51: Modifica della legge sugli stupefacenti e ordinanza concernente sperimentazioni pilota secondo la legge sugli stupefacenti (sperimentazioni pilota con canapa) · 26 pagine
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blematico ecc.) di canapa in Svizzera. Il volume del campione, che può variare notevolmente in base alla precisione desiderata («probabilità di errore», «potenza del test») e agli effetti attesi («potenza dell’effetto»), deve essere sempre giustificato sotto il profilo scientifico e, nel caso di studi quantitativi, fondarsi su un calcolo del campione plausibile.
In ogni caso, a una sperimentazione pilota non possono partecipare più di 5000 persone. Questo valore massimo non si fonda su basi scientifiche, ma è volto a evitare che vengano svolte sperimentazioni senza un limite di partecipanti. Di principio, comunque, un campione di queste dimensioni consente di analizzare anche oggetti di ricerca di vasta portata. Studi più ampi saranno poco probabili anche in virtù delle prospettive dal profilo dell’economia della ricerca.
Art. 7 Prodotti
Capoverso 1: nell’esaminare le conseguenze del consumo della canapa sulla salute è di fondamentale importanza la qualità dei prodotti; gli stupefacenti che producono effetti del tipo della canapa resi accessibili nell’ambito delle sperimentazioni devono quindi adempire determinati requisiti.
Di principio saranno resi accessibili, da un lato fiori, resina (hashish), olio di canapa ecc. e, dall’altro, prodotti cosiddetti «edibili» quali biscotti e torte. Questi ultimi sono considerati stupefacenti cannabinoidi a causa del loro effetto psicotropo se presentano un tenore totale di THC pari almeno all’1 per cento e se non rientrano nel campo di applicazione della legge federale del 20 giugno 201414 sulle derrate alimentari (LDerr; cfr. art. 4 cpv. 3 lett. g LDerr in combinato disposto con l’all. 1 OEStup-DFI).
Negli ultimi anni il tenore totale di THC dei prodotti della canapa illegali è costantemente aumentato e oggi raggiunge in media il 15 per cento circa e, nei casi di sequestro, si sono addirittura riscontrati valori massimi del 28 per cento. Determinare un limite di THC risulta problematico perché, se da un lato è la sostanza responsabile dello sviluppo della dipendenza e se il rischio di effetti collaterali psichici indesiderati aumenta di pari passo al suo tenore, dall’altro, i suoi effetti sono soggetti a forti variazioni individuali. Se si fissa un valore di THC troppo basso si corre il rischio che i consumatori abituati a tenori più elevati aumentino la quantità (che dal profilo della riduzione dei danni è proprio ciò che si vuole evitare nel caso del fumo), sospendano la partecipazione oppure si riforniscano anche sul mercato nero. Le giurisprudenze internazionali che hanno legalizzato il mercato della canapa (cfr. cap. 1.3.2), per questo motivo finora hanno rinunciato a stabilire un valore limite di THC. Inoltre, potrebbe essere oggetto della ricerca determinare la concentrazione prediletta dai consumatori, nel caso in cui abbiano libera scelta. Una vasta gamma di prodotti si rende opportuna per venire incontro alle diverse esigenze dei consumatori tuttavia, in considerazione dei rischi per la salute, va mantenuto un tenore totale di THC dei prodotti non superiore al 20 per cento (lett. a). Per THC totale s’intende il THC presente naturalmente e la somma di tutti gli acidi delta-9 THC contenuti nella pianta della canapa. Questi acidi vengono trasformati in THC con effetti psicotropi mediante la cosiddetta decarbossilazione, un processo che ha luogo anche fumando marijuana o hashish.
Le conoscenze sulla coltivazione illegale e sui pesticidi utilizzati nella lotta contro i parassiti della canapa al momento sono limitate. Alcune analisi, tuttavia, rivelano che nella coltivazione di questa pianta è consuetudine impiegare pesticidi: da esami con-
14 RS 817.0