Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/14: Revisione della legge sull'energia (Misure di promozione a partire dal 2023) · 35 pagine
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due anni, infatti vengono stanziati circa 100 milioni di franchi. I fondi messi a disposizione per il primo periodo (anni 2018 e 2019) sono già interamente impegnati.
Per ciascuno dei grandi progetti attualmente in corso, come gli impianti idroelettrici Trift o Chlus, gli investimenti raggiungono, secondo la pianificazione attuale, fino a 400 milioni di franchi. Tenuto conto dell'imprecisione delle stime, bisogna aspettarsi domande di contributi d'investimento per importi fino a 200 milioni di franchi, pari alle risorse per quattro anni. Con il sistema di finanziamento attuale c'è quindi il rischio di ritardare la realizzazione di altri nuovi impianti idroelettrici di grandi dimensioni o di non poterla sovvenzionare affatto e quindi di non poter realizzare gli impianti. Questi grandi impianti hanno una notevole capacità produttiva e la loro realizzazione contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di incremento.
È quindi necessario un maggiore sostegno, ossia maggiori sussidi, per poter raggiungere gli obiettivi di incremento della Strategia energetica. D'ora in avanti dovranno pertanto essere messi a disposizione degli impianti idroelettrici di grandi dimensioni 0,2 ct./kWh.
Nuove norme per gli impianti prioritari
In Svizzera vi sono limitate possibilità di realizzare nuovi impianti idroelettrici con un’elevata capacità di produzione supplementare attesa, i quali da soli possono fornire un contributo rilevante per il raggiungimento degli obiettivi di incremento e sono importanti anche per il potenziamento della produzione invernale. Considerati i costi elevati per i proprietari e i gestori di questi grandi progetti, è particolarmente importante per questi impianti disporre quanto prima di una valutazione dell'idoneità ai sussidi. La valutazione di questi impianti, che sono da ritenere prioritari, deve quindi avere la precedenza. Se i fondi sono scarsi, tali impianti devono essere considerati prima degli altri. Inoltre, i fondi destinati agli impianti prioritari devono poter essere impiegati in modo flessibile così da permettere l'avanzamento della loro costruzione.
Secondo le attuali disposizioni d'ordinanza ciò significherebbe che nel giorno di riferimento gli impianti designati come prioritari che abbiano presentato domanda per un contributo d'investimento hanno la precedenza rispetto agli altri impianti, non prioritari. Se in un giorno di riferimento (ogni due anni) ci fossero più impianti prioritari, essi verrebbero considerati secondo un ordine basato sull'efficienza della promozione. Lo stesso varrebbe per gli altri progetti, non prioritari. Questi ultimi riceverebbero i fondi ancora disponibili in un dato giorno di riferimento. Se per gli impianti prioritari i fondi disponibili non fossero sufficienti si potrebbe ricorrere a fondi supplementari, a condizione che i fondi stanziati per l'intero periodo di finanziamento (2018-2035) non siano ancora esauriti.
Il DATEC designa gli impianti prioritari. Come criteri valgono alcuni indicatori quali la produzione annua supplementare (nell'ordine dei 100 GWh/anno) o un’espansione considerevole di impianti ad accumulazione (nell'ordine degli 80 GWh/anno). Si tiene conto anche del contributo alla produzione invernale, che viene rafforzata in particolare dalle centrali ad accumulazione grazie alla possibilità di impiegare le capacità in modo mirato.