Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/132: Revisione del regolamento sanitario internazionale · 29 pagine

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1.1.3 Attuale controllo internazionale delle epidemie

I casi di antrace verificatisi nel 2001 negli Stati Uniti e la diffusione su larga scala dell’influenza aviaria in Asia, con rischio di pandemia, mostrano che crisi come quella dell’epidemia di SARS possono ripetersi ad ogni momento. Vista la crescente mobilità internazionale, la versione in vigore del Regolamento sanitario internazionale e le reti esistenti non consentono di contrastare efficacemente la rapida diffusione di agenti patogeni, proprio perché manca in particolare una chiara regolamentazione della cooperazione attiva con l’OMS e con altri Paesi.

Il moderno Network globale di allarme e risposta alle epidemie (GOARN – Global Outbreak Alert and Response Network) dell’OMS nonché altre reti e sistemi di allarme sovranazionali possono certo contribuire ad allertare tempestivamente la comunità internazionale, consentendole di adottare contromisure. Tuttavia, in ultima analisi, questi strumenti non hanno carattere vincolante e non possono avere quindi il peso accordato alle prescrizioni sottoscritte da numerosi Stati ai sensi del nRSI. Per una lotta efficace contro i pericoli per la salute di rilevanza internazionale, al momento manca inoltre una rete, chiaramente disciplinata e continuamente operativa tra tutti gli Stati parte, come quella prevista invece dal nRSI con la designazione di un servizio nazionale responsabile («Centro nazionale per il RSI»). I criteri definiti dal nRSI per la notifica, per la condivisione di informazioni, per l’impiego di gruppi di esperti e del Comitato di Emergenza e per la raccomandazione di contromisure rafforzano la collaborazione e la fiducia tra i Paesi (e l’OMS), impedendo in tal modo la diffusione di malattie a livello internazionale.

1.2 Svolgimento e risultati nei negoziati per la revisione del RSI

Nel gennaio del 2004, il Segretariato dell’OMS ha presentato un progetto di revisione totale del RSI tecnicamente valido, ma poco realistico dal punto di vista politico. Questo primo disegno è stato commentato dagli Stati membri, sia per iscritto in un forum Internet, sia durante consultazioni tenutesi nelle sei regioni dell’OMS. Su questa base il Segretariato dell’OMS e diversi esperti internazionali hanno elaborato per l’ottobre del 2004 un secondo progetto, sottoposto a tre fasi negoziali, cui hanno partecipato più di 120 dei 192 Stati membri dell’OMS. Le fasi negoziali si sono tenute a Ginevra, dal 1° al 13 novembre 2004, dal 21 al 26 febbraio e dal 12 al 14 maggio 2005. Le discussioni più intense hanno riguardato i seguenti punti:

– Definizioni: lunghe trattative sono state condotte a più riprese su diverse possibilità di definizione (art. 1), dato che spesso differenze nella formulazione possono avere conseguenze (indirette) su molti articoli operativi.

– Campo d’applicazione del nRSI: gli Stati Uniti e diversi Paesi europei volevano assicurarsi che il nRSI coprisse tutti i pericoli acuti per la salute – non importa se naturali, accidentali (ad es. incidente di laboratorio) o intenzionali o se causati da eventi biologici, interventi chimici o da radiazioni ionizzanti. Gli Stati delle regioni OMS del Mediterraneo orientale (EMRO) e dell’Africa (AFRO) volevano impedire una strumentalizzazione politica del nRSI per altri scopi. Si è giunti a un compromesso che consiste in una definizione di «malattia» indipendente dalla sua origine o fonte (art.

1) e limita le contromisure ammesse dal nRSI all’aspetto sanitario (art. 2).