Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/78: Revisione della legge sulle derrate alimentari · 36 pagine
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3. Riepilogo dei risultati
3.1 Osservazioni di carattere generale
Dei 160 partecipanti alla consultazione, 8 hanno bocciato il progetto.
L’UDC lo respinge poiché, da un canto, implica un forte allineamento al diritto UE, fissando vincoli inopportuni anche per il futuro, e, dall’altro, poiché allenta disposizioni efficaci del diritto svizzero (dichiarazione d’origine) e introduce obblighi e prescrizioni che ostacolano l’economia (controlli, dichiarazioni nei menu). AGORA e Prométerre esprimono un parere contrario adducendo che il progetto indebolisce il sistema svizzero. FROMARTE vi si oppone nella misura in cui reputa che i tempi per una revisione non siano ancora maturi. PharmaSuisse boccia il progetto, in particolare le nuove prescrizioni di controllo. L’Ufficio cantonale di veterinaria di BL preferisce la vecchia legge giudicandola più chiara. Interprofession du Gruyère deplora l’abrogazione del principio positivo e giudica la revisione intempestiva. Groupement Suisse des Spiritueux de Marque definisce il progetto una mera legge delegatoria che necessita di interpretazione. L’ACSI e la Cancelleria di Stato TI hanno segnalato diversi errori linguistici.
Nessuno ha contestato il fatto che il tabacco non sarà più contemplato dalla legge sulle derrate alimentari.
3.2 Osservazioni ai singoli articoli
Articolo 1 Scopo
La Lega svizzera contro il cancro e Public Health Schweiz auspicano che la nuova legge consideri maggiormente la protezione della gioventù. Un auspicio condiviso da Federazione svizzera delle associazioni giovanili, EKAL e Fachverband Sucht, che chiedono di inserire in questo articolo la prevenzione alcolcorrelata.
VKMB e SKS invitano a menzionare esplicitamente – e di riflesso a rafforzare – la protezione
dall’inganno.
KF, EKK, i Laboratori cantonali di LU, JU, URK e FR, le Cancellerie di Stato di LU, NE, VD, JU, AI, GL, NW, SH, SZ, GR, UR, AG, SO, TG, BS, BE e AR, gli Uffici cantonali di veterinaria di LU e FR nonché VKCS chiedono di dedicare all’igiene un capoverso ad hoc invece di considerarla parte della protezione della salute, poiché un contatto non igienico con le derrate alimentari non è necessariamente pericoloso per la salute. In particolare, citano il superamento dei valori massimi microbici.
Lettera b
Il commercio al dettaglio (Denner, IG DHS e MGB), SKS, SKW e le Cancellerie di Stato di VS e GE approvano espressamente l’estensione della protezione dagli inganni agli oggetti d‘uso.
Lettera c
GASTRO TI, FR, GE, AG, BL, SG, LU e BS, Gastrosuisse, VELEDES, SFF, SBKV, SGV, Schweizer Brauerei-Verband, SMS e SKW contestano la formulazione secondo cui bisogna consentire una scelta competente ai consumatori poiché ciò oltrepassa ampiamente la protezione dall’inganno e non rientra nei compiti dello Stato. Ritengono di fatto sufficienti le prescrizioni attuali in materia di dichiarazione.
Queste considerazioni si scontrano con quelle di Pro Natura, WWF, Denner, KVN, SBV, SBLV, Switzerland Cheese Marketing, DEMETER, BIO SUISSE, IG DHS, FRC, Association nationale des coopératives vitivinicoles suisses, Société des encaveurs de vins suisses, Fédération suisse des spiritueux, Association suisse du commerce des vins, Interprofession suisse du vin, SWBV e FROMARTE, che sono invece esplicitamente favorevoli a questo articolo. Alcuni attirano tuttavia l’attenzione sulla necessità di mantenere le denominazioni specifiche per articoli come il formaggio, lo yogurt o il burro in caso di rinuncia al principio positivo.