Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/45: Modificazione del Codice penale svizzero e del Codice penale militare concernente i simboli razzisti · 28 pagine

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1 Introduzione

Il Consiglio federale vi sottopone un avamprogetto che modifica il Codice penale svizzero e il Codice penale militare con nuove disposizioni che puniscono l’impiego e la diffusione in pubblico, la fabbricazione, il deposito nonché l’importazione e l’esportazione di simboli razzisti. Come illustrato qui di seguito, si tratta di un progetto dalla genesi lunga, complessa e non sempre coerente. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha in particolare presentato la mozione 04.3224 del 29 aprile 2004, che incaricava il Consiglio federale di rendere punibile l’utilizzo in pubblico dei simboli che esaltano i movimenti estremisti, istigando alla violenza e alla discriminazione razziale. Per i motivi successivamente esposti, si è rivelato particolarmente difficile attuare alla lettera la mozione in questione. Tuttavia per adempiere perlomeno in parte il mandato della mozione, il Consiglio federale propone una norma penale che si limita all’utilizzazione e alla diffusione in pubblico di simboli razzisti, rinunciando a collegarli con un determinato movimento. Il Consiglio federale ha parimenti esaminato la possibilità di emanare un disciplinamento preventivo a livello federale. Tuttavia, conformemente alla ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione, spetta ai Cantoni emanare questo tipo di misure preventive riguardanti la legislazione in materia di polizia. Un disciplinamento a livello federale va quindi rifiutato. Per tutti questi motivi e per garantire un approccio politico differenziato, il Consiglio federale invita i Cantoni, i Tribunali federali, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale e tutte le organizzazioni interessate a prendere nuovamente posizione dopo che già nel 2003 era stata effettuata una procedura di consultazione in merito a un progetto sullo stesso tema.

2 Antefatti

2.1 Attività di estrema destra1

All’inizio degli anni Novanta si verificarono diversi episodi con al centro esponenti di ambienti di estrema destra. La propagazione di ideologie di natura razzista o violenta coincise con un notevole aumento della vendita di libri, video, CD e rappresentazioni come bandiere o emblemi. Infine suscitò particolare scalpore l’episodio verificatosi il 1° agosto 2000 sul Rütli, quando un centinaio di estremisti di destra perturbarono l’allocuzione del consigliere federale Villiger.

2.2 2000: gruppo di lavoro «Estremismo di destra»

Tali eventi indussero il capo del Dipartimento di giustizia e polizia (DFGP) a conferire nell’estate del 2000 all’ex Polizia federale il mandato di analizzare la situazione, rilevare le carenze e proporre le pertinenti misure per affrontare il problema. Al fine di adempiere tale mandato è stato istituito il gruppo di lavoro «Estremismo di destra»2 che nel settembre 20003

1 Cfr. a tal proposito anche: MARCEL ALEXANDER NIGGLI (ed.), Right-wing Extremism in Switzerland, National and international Perspectives, Baden-Baden 2009. Tale pubblicazione contiene diversi progetti facenti parte del programma nazionale di ricerca «Estremismo di destra – Cause e contromisure» (PNR 40+). Il PNR 40+ è stato effettuato nell’ambito di un mandato del Consiglio federale attribuito al Dipartimento federale dell’interno DFI (cfr. in merito le decisioni del Consiglio federale al n. 2.3 del presente rapporto). Per un breve riassunto si veda http://www.snf.ch/SiteCollectionDocuments/medienmitteilungen/MK_240209/mm_09feb24_zfbuch _d.pdf (testi disponibili soltanto in tedesco e francese).

2 Questo gruppo di lavoro, diretto da Urs von Däniken, capo dell’ex Polizia federale, era composto di rappresentanti della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS), delle polizie cantonali di Turgovia e Berna e dei diversi servizi federali (Ufficio federale di polizia [fedpol]; Ufficio federale di giustizia [UFG]; Amministrazione federale delle dogane [AFD]; Coman-