Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 32 pagine

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6 Costruzione di nuove abitazioni in Comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento

6.1 Osservazioni generali

Pro Natura, ASPU e ATA giudicano la costruzione di nuove abitazioni in Comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento non conforme all'art. 75b Cost. Respingono di conseguenza una suddivisione del capitolo 4 in "Nuove abitazioni con limitazione d’uso" (sezione 1, art. 7 e

8) e in "Nuove abitazioni senza limitazione d’uso" (sezione 2 art. 9-11). Eccezioni sono eventualmente giustificate se, con ogni probabilità, i letti promettono effettivamente di diventare “caldi”. Ciò sarebbe il caso se la messa in locazione delle abitazioni venisse promossa attivamente e una rispettiva domanda fosse comprovata.

6.2 Articolo 7 Limitazione d’uso

6.2.1 Capoverso 1

Aspetti generali

Jagmetti propone di autorizzare la costruzione di nuove abitazioni anche in stalle esistenti situate nella zona edificabile, se tali abitazioni sono destinate all'uso proprio di cittadini del Comune.

Lettera a

Nessuna osservazione.

Lettera b

Pro Natura, ASPU, ATA e WWF chiedono che, per le abitazioni sfruttate a scopi turistici, l'obbligo relativo al piano direttore e la prova del fabbisogno secondo l'art. 8 siano richiesti in maniera generale. Un fabbisogno di ulteriori abitazioni sfruttate a scopi turistici dovrebbe essere legittimato soltanto nelle regioni in cui le abitazioni secondarie esistenti presentano un utilizzo annuo superiore al 50 per cento.

Al posto di "touristisch bewirtschafteten Wohnungen" (abitazioni sfruttate a scopi turistici), FSU e Oberengadin propongono di parlare di "kommerziell touristisch bewirtschafteten Wohnungen" (abitazioni sfruttate a scopi turistici commerciali). Considerano il mero termine "touristisch" (turistico) poco chiaro e inappropriato.

6.2.2 Capoverso 2

Aspetti generali

GL, GR, NW, OW, UR, VS; CGCA; Flims, Laax, CATEF, Surselva, suissetec chiedono l'abrogazione del capoverso 2 adducendo che il termine di abitazione sfruttata a scopi turistici dovrebbe essere definito all'art. 2. Anche secondo la SIA il capoverso deve essere stralciato. Dal punto di vista della pianificazione è infatti irrilevante chi e in che modo commercializza un'abitazione. Anche l'usam è favorevole all'abrogazione del capoverso 2.

BE e Oberland Ost sono contrari all'esigenza di mettere a disposizione un’abitazione sfruttata a scopi turistici esclusivamente a breve termine. Infatti questa disposizione esclude inutilmente determinati modelli commerciali per resort i quali, ad esempio, offrono abitazioni di vacanza sfruttate a scopi turistici sotto forma di proprietà per piani. Si può ottenere un uso intensivo di un'abitazione secondaria anche attraverso un uso di lunga durata da parte di ospiti (locatari o proprietari). Il fattore decisivo è l'occupazione reale dell'abitazione secondaria; non appena un proprietario non occupa la sua abitazione, il gestore di un resort deve poter essere in grado di immetterla subito sul mercato.

In ogni caso, nell'ambito di una struttura ricettiva organizzata, SCA, SSA; Grindelwald, Lenk, Zweisimmen; brossa, Gastro Suisse, kasisa e il settore paralberghiero giudicano importante il criterio dell'arredamento non individuale dell'abitazione. Devono poter essere garantiti identità visiva, posizionamento, offerta ecc. dell'unità operativa della struttura ricettiva organizzata. È importante infatti che i proprietari non possano definire liberamente la struttura o l'arredamento dell'alloggio. Non dovrebbero inoltre avere la facoltà di opporsi alle misure di manutenzione necessarie. In esigua misura, la disposizione della non individualizzazione dovrebbe essere valida anche per le abitazioni supplementari e altre abitazioni conformemente alla lettera c, per garantirne la commerciabilità.