Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 32 pagine

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7 Nuove abitazioni senza limitazione d’uso

7.1 Osservazioni generali

GL, GR, NW, OW, UR, VS; PPD; CGCA e Flims chiedono che siano ammesse nuove abitazioni senza limitazione d'uso nelle regioni strutturalmente deboli, nelle quali l'elevata quota di abitazioni secondarie è dovuta a un'emigrazione economica piuttosto che alla costruzione di abitazioni secondarie a scopi turistici. I Cantoni devono poter designare i rispettivi comprensori nel piano direttore, attribuendo ai Comuni interessati contingenti annui di autorizzazioni.

Il PES considera la creazione di nuove abitazioni secondarie senza limitazione d'uso in Comuni con una soglia di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento non conforme al mandato costituzionale.

7.2 Articolo 9 Abitazioni in relazione con strutture ricettive organizzate

7.2.1 Aspetti generali

PPD; Associazione dei Comuni, SAB; Arosa, Grindelwald, Laax, Surselva e Gastro Suisse considerano questo articolo di centrale importanza. Grazie a questa disposizione, infatti, l'attuazione dell'articolo sulle abitazioni secondarie non si ripercuoterà negativamente sul settore alberghiero e conferirà al turismo le basi per un cambiamento strutturale.

L'articolo viene invece respinto da PSS; USS; Helvetia Nostra; SGL e Sils. È considerato eccessivo (SGB) e anticostituzionale (Helvetia Nostra).

7.2.2 Capoverso 1

BE; SAB, SCA, SSA; Arosa, Lenk, Zweisimmen; CITAV, settore paralberghiero, suissetec, FST sono d'accordo con la disposizione.

Il capoverso 1 viene invece respinto da PEV, pvl; USC; FSU, Oberengadin, UFS.

Secondo PSS; PEV, pvl, PES; Helvetia Nostra, Pro Natura, SHS, FP, ASPAN, WWF; altitude, Grüne-VS, ASPU e ATA, il finanziamento incrociato di strutture ricettive organizzate attraverso abitazioni secondarie è accettabile soltanto nella misura in cui tali abitazioni siano sfruttate a scopi turistici e si trovino nello stesso caseggiato della restante struttura. Oltre alla costruzione, dovrebbero essere consentite anche la trasformazione e la nuova costruzione sostitutiva. Questa modalità di finanziamento dovrebbe essere ammessa soltanto per il restauro e non per la nuova costruzione (Helvetia Nostra). In ogni caso occorre garantire le questioni legate alla tutela del paesaggio e dei monumenti.

Secondo CDEP, la possibilità data dal presente capoverso di poter creare nuove abitazioni secondarie è di rilievo in particolare per il settore alberghiero di lusso e per uno sviluppo qualitativamente attrattivo del turismo.

Il settore paralberghiero e SSA rimandano allo studio di BHP Hanser und Parnter del febbraio 2013, secondo il quale negli ultimi anni in media circa il 15-30 per cento del volume degli investimenti in questo settore ha usufruito di finanziamenti incrociati derivati dalla vendita di abitazioni secondarie.

BE, GL, GR, NW, OW, UR, VS; Flims, CGCA, SCA, SSA e ASPAN chiedono che nella legge sia fissata espressamente la condizione secondo la quale le abitazioni senza limitazione d'uso conformemente all'art. 7 cpv. 1 possono essere autorizzate soltanto se l'utile ricavato dalla loro vendita viene investito (BE: completamente) nella costruzione e nell'esercizio di strutture ricettive organizzate. Su richiesta, il proprietario o il gerente dovrà essere in grado di fornire la rispettiva prova.

Il PPD si chiede se la quota del 20 per cento sia sufficiente per raggiungere il livello di copertura auspicato per la struttura ricettiva organizzata.

LU; Adelboden, Grindelwald, Oberried, Saanen; AQUA, brossa, kasisa, SEAP, SCA e suissetec ritengono che la soglia del 20 per cento sia troppo bassa e chiedono una verifica. LU e Adelboden suggeriscono una quota del 25 per cento (con riferimento a progetti realizzati). Secondo UDC; usam; costruzione svizzera, Engler/Schmid/Brand/Bänziger, suissetec, USIE e WGV, la quota deve essere invece del 33 per cento. Mentre Oberried, Saanen; brossa e kasisa chiedono una soglia del 40 per cento e FER del 50 per cento.

SCA, SSA e settore paralberghiero sottolineano che, per fare in modo che le strutture ricettive organizzate con una quota di abitazioni senza limitazione d'uso ai sensi dell'art. 9 possano essere create o ristrutturate da persone residenti all'estero conformemente alla LAFE, occorre garantire che la prassi