Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 32 pagine

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2.3 Richieste di ulteriori regolamentazioni

AR; PBD, PPD, UDC; SAB; Engler/Schmid/Brand/Bänziger, HEV e suissetec chiedono che sia garantita sicurezza giuridica alle autorizzazioni di costruzione di abitazioni concesse tra l'11 marzo e il 31 dicembre 2012 in deroga all'art. 75b Cost. e passate di conseguenza in giudicato.

Secondo UDC; Associazione dei Comuni, SAB; Arosa, Laax, Surselva; Engler/Schmid/Brand/Bänziger, hkgr, hsgr, kgv-gr, RAKUL e VivArosa è necessario chiarire la questione delle autorizzazioni concesse con valore legale in base all'ordinanza sulle abitazioni secondarie del 22 agosto 2012, che di fatto dovrebbero restare valide.

La CDCPA chiede una fattispecie d'eccezione per le abitazioni la cui costruzione poggia su un obbligo imposto da un'autorità federale o cantonale in una decisione presa prima dell'11 marzo 2012. Si tratta in particolare dell'autorizzazione per l'acquisto di terreno da costruzione da parte di persone all'estero subordinata all'onere di realizzare la costruzione entro un dato termine (art. 11 cpv. 2 lettera b ordinanza del 1° ottobre 1984 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero [OAFE; RS 211.412.411]). Una revoca dell'onere secondo l'art. 11 cpv. 4 OAFE o dell'autorizzazione di acquisto potrebbe condurre alle conseguenze di cui agli articoli 25 segg. della legge federale del 16 dicembre 1983 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE; RS 211.412.41). Trattasi, in questa sede, della tutela della buona fede.

PBD, PPD, PLR e UDC chiedono che i progetti oggetto di una decisione antecedente l'11 marzo 2012 o il lancio dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie possano mantenere l'autorizzazione se nell'essenziale corrispondono al progetto originario e quest'ultimo era già sufficientemente dettagliato. Motivano il loro parere adducendo che il principio della confidenzialità, come pure la parità di trattamento con grandi progetti (art. 11), richiederebbero un’adeguata disposizione. Pure economiesuisse chiede di verificare se ai titolari di progetti di minore entità può essere accordata la stessa sicurezza giuridica riservata ai titolari di grandi progetti.

Helvetia Nostra chiede un complemento secondo il quale la maggior parte delle autorizzazioni eccezionali accordate debbano essere notificate all'Ufficio federale dello sviluppo territoriale. Solo in questo modo può essere garantita un'applicazione unitaria della legge federale.

VS; Laax, Surselva e hsgr deplorano la mancanza di una regolamentazione per regioni strutturalmente deboli, nelle quali l'elevata quota di abitazioni secondarie è dovuta all'emigrazione e non tanto alla costruzione di abitazioni secondarie.

Wehrenberg fa notare che la legislazione sulle abitazioni secondarie ostacola anche progetti edilizi in località interessanti dal punto di vista della pianificazione territoriale, come nei cosiddetti vuoti edificatori. Ciò è in contraddizione con il principio di concentrazione e sarebbe opportuno tenerne conto nel quadro dell'elaborazione della legge sulle abitazioni secondarie.

2.4 Esecuzione

AI, GL, GR, NW, OW, SG, UR, VS, ZG; CGCA; Flims, Grindelwald, Lenk, Zweisimmen; kasisa e brossa si esprimono a favore di prescrizioni esecutive applicabili nella pratica che non siano eccessivamente gravose, in particolare per le autorità comunali.

BL, TG; Grindelwald e Saas-Fee osservano che l'attuazione della legislazione proposta implica considerevoli oneri amministrativi.

GL, GR, NE, NW, OW, UR, VS; economiesuisse, usam; Bellwald, Flims, Saas-Fee; CGCA, CGSO, FCV, FVE e WGV richiedono correzioni in favore di proporzionalità e praticabilità. Secondo Laax, l'avamprogetto tende ad essere eccessivamente normativo e inoltre non tiene conto delle problematiche legate all'attuazione nei Comuni (FCV, UCV, WGV).

ZG; Grindelwald e brossa chiedono che l'Ufficio federale di statistica (UST) sia incaricato di rilevare e pubblicare l'inventario delle abitazioni primarie.

PSS e Helvetia Nostra deplorano la mancanza di strumenti specifici che consentano di controllare il rispetto dei vincoli legati all'uso. Helvetia Nostra esige che strumenti del genere siano ancorati a livello federale. Il PSS chiede inoltre disposizioni concernenti il perseguimento penale dei Comuni che non rispettano la legge.