Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 32 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 28Fedlex · Rapporto sui risultati
Christoffel trova che il requisito di prestazioni di servizio alberghiere sia troppo limitativo. uspi propone di abrogare la lettera b, poiché esclude le organizzazioni professionali specializzate nell'affitto di abitazioni di vacanza.
12.6 Articolo 6
AR, BE; Associazione dei Comuni, SAB; cci-valais, Helvetia Nostra, PLR-VS; RAKUL, Oberland-Ost, SSIC, SEAP, FST, uspi, VivArosa e VSGU chiedono l'abrogazione di questa disposizione. Secondo BE, il criterio delle abitazioni secondarie esistenti pienamente sfruttate non è sufficientemente preciso e dipende da vari fattori non influenzabili.
La FP ritiene che in linea di massima il fabbisogno possa essere rilevato soltanto al di fuori dei Comuni turistici alpini, nei Comuni rurali periferici nei quali all'interno delle zone edificabili le riserve di cambiamento di destinazione delle abitazioni vuote e secondarie sono esaurite e in tal senso chiede una limitazione della disposizione.
PES, pvl; ASPU e WWF chiedono uno sfruttamento medio annuo superiore al 50 per cento.
I Grüne-VS si chiedono a chi spetta giudicare e in base a quali criteri, se l'impegno profuso a favore di un migliore sfruttamento è stato sufficiente.
12.7 Articolo 7
AI, BE, GL, GR, LU, NW, OW, SZ, TI, UR, VD, VS; PPD; Bellwald, Château-d’Oex, Flims, Laax, Lenk, Oberland-Ost, Saas-Fee, Surselva, Zweisimmen; costruzione svizzera, CDCPA, CGCA; brossa, kasisa, SSIC TI, suissetec, uspi e FCV ritengono le limitazioni previste (ampliamento massimo del 30% ma al massimo 30 m2) troppo arbitrarie. Secondo VD le possibilità di ampliamento non possono essere più restrittive di quelle al di fuori della zona edificabile (VD).
Grindelwald, Oberried e Saanen considerano troppo restrittivo e non appropriato il limite fissato a 30m2. Non mettono tuttavia in questione la «soglia massima» prevista del 30 per cento. Infatti, una limitazione generale fissata al 30 per cento della superficie utile principale o eventualmente a 100 m2 (in accordo con la LPT) consente di considerare maggiormente le circostanze dei singoli casi, pur non essendo troppo permissiva.
usam; SSIC; CITAV, FVE, SEAP e VSGU giudicano i limiti quantitativi d'ampliamento troppo restrittivi. Dovrebbe essere possibile ampliare l'intero edificio senza limitazioni d'uso, fintantoché fondamentalmente non venga alterato l'aspetto esterno e sia consentito dai rispettivi regolamenti edilizi e di zona (parere condiviso anche da Bellwald, Lenk, Saas-Fee, Surselva, Zweisimmen; kasisa, USIE).
Secondo GL, GR, NW, OW, UR, VS; PPD; CGCA; Bellwald, Flims, Saas-Fee; FCV, non è pertinente che, ai sensi del cpv. 2, fuori dalle zone edificabili gli ampliamenti siano consentiti solamente all’interno del volume esistente dell’edificio. In tale contesto dovrebbero essere rilevanti soltanto le disposizioni dell'OPT. In particolare è chiesta una verifica della disposizione alla luce dell'art. 42 cpv. 3 OPT. PLR-VS chiede lo stralcio del capoverso 2.
12.8 Articolo 8
SSURF fa notare che la menzione della sospensione rappresenta un onere burocratico inutile. Infatti la sospensione a tempo determinato della limitazione d'uso costituisce un atto concreto soltanto per il proprietario del fondo iscritto al registro fondiario, ma non può valere per i suoi aventi diritto. Di conseguenza il capoverso 2 dovrebbe essere abrogato.
Secondo Helvetia Nostra gli articoli da 8 a 10 non rispondono ai requisiti posti alla prova di cui all'art. 15 cpv. 3 dell'avamprogetto di legge. È indispensabile colmare questa lacuna in maniera inequivocabile (capoverso 1).
La HEV è dell'avviso che il termine debba essere lasciato aperto (capoverso 1).
GR e Flims ritengono che l’iscrizione al registro fondiario della menzione o del suo adeguamento non debba essere richiesta dal proprietario, bensì dall'autorità competente della sospensione (capoverso 2).
Dato che l'art. 9 dell’avamprogetto di ordinanza prevede una sospensione a tempo indeterminato, FR chiede se sia sensato stabilire un limite massimo di due anni. Il capoverso 2 trascura inoltre di definire quanto previsto dall'art. 15 cpv. 3 dell’avamprogetto di legge.