Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 32 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 20Fedlex · Rapporto sui risultati
simmen; costruzione svizzera, CDCPA. FRI, FSU, CGCA, ASPAN; altitude, AQUA, brossa, CATEF, cci-valais, CITAV, CP, Engler/Schmid/Brand/Bänziger, PLR Bregaglia, HEV, hsgr, kasisa, RAKUL, SSIC, FUS, SEAP, SSIC TI, FST, suissetec, SVIT, UCV, UFS, uspi, CDEP, VivArosa, USIE, VSGU, SSURF, WGV e CGSO respingono la variante all'art 12 cpv. 2-4. Si esprimono invece a favore della variante più liberale, in particolare perché la variante più restrittiva non prende in considerazione il principio della tutela dei diritti acquisiti e comporterebbe deprezzamenti delle abitazioni primarie costruite secondo il diritto anteriore. Ritengono inoltre sensato che, oltre ad ampliamenti moderati, siano ammessi anche risanamenti di edifici, suddivisioni funzionali degli spazi e densificazioni. La variante all'art. 12 cpv. 2-4 comporta notevoli problemi di interpretazione, incertezze giuridiche e difficoltà legate all'esecuzione (FSU) per quanto riguarda la valutazione se si è in presenza di motivi particolari. PLR e PLR-VS sono contrari a questa variante.
GR e Flims aggiungono che, per quanto riguarda le abitazioni già esistenti, a livello giuridico non esiste una distinzione tra "abitazione primaria" (abitazione a scopi abitativi) e "abitazione secondaria" (alloggio per le vacanze). Per ambedue i tipi di alloggio, di regola l'autorizzazione edilizia non comprende alcuna condizione legata all'uso e di conseguenza le abitazioni possono essere utilizzate a scelta a scopi abitativi come abitazione primaria o come abitazione secondaria. Per tale motivo occorre opporsi al parere secondo cui soltanto le abitazioni utilizzate come abitazioni secondarie al momento della votazione (11 marzo 2012) possono continuare a essere usate come tali, mentre le abitazioni che l'11 marzo 2012 erano utilizzate come abitazioni primarie rimarrebbero tali. Coloro che il giorno della votazione per caso utilizzavano il loro alloggio come abitazione di vacanza verrebbero ricompensati attraverso l'apprezzamento dell'abitazione, mentre coloro che il giorno della votazione per caso la utilizzavano come abitazione primaria subirebbero un deprezzamento. È necessario fare in modo che ciò non avvenga. Alla luce della parità di diritto, anche UDC; Adelboden e Engler/Schmid/Brand/Bänziger ritengono che questa situazione sia inaccettabile. In particolare nelle località turistiche dove vigono prezzi elevati, il valore delle abitazioni potrebbe dimezzarsi e ciò avrebbe ripercussioni negative sulle possibilità di occupazione. GL, GR, NW, OW, UR, VS; CGCA, Adelboden, Flims e UCV sottolineano che la limitazione d'uso delle abitazioni esistenti potrebbe comportare notevoli deprezzamenti per le abitazioni primarie. Temono che ciò provochi una crisi immobiliare nelle regioni di montagna.
Secondo ASPAN, la garanzia dei diritti acquisiti contemplata nella Costituzione all'articolo sulla proprietà si riferisce all'uso della proprietà praticato al momento del cambiamento della legge e non agli usi legalmente possibili nel momento in questione. In relazione alle abitazioni secondarie ciò significherebbe che le abitazioni utilizzate come abitazioni primarie il giorno delle votazioni possono continuare ad essere utilizzate in quanto tali, tuttavia non esisterebbe un diritto costituzionale a un cambiamento di destinazione di queste abitazioni in abitazioni secondarie. Nel caso in cui un cambiamento di questo tipo sarà consentito legalmente, si parlerà di garanzia ampliata dei diritti acquisiti. Il presente avamprogetto ne fa ampiamente uso. ASPAN aggiunge inoltre che il cambiamento da abitazioni primarie in abitazioni secondarie, di regola economicamente interessante, potrebbe comportare un allontanamento della popolazione locale dal centro del villaggio. Non è inoltre da escludere che la popolazione locale trasformi abitazioni primarie in abitazioni secondarie (lucrative) e faccia costruire per sé nuovi spazi abitativi alla periferia degli insediamenti o nel Comune adiacente.
Secondo BS nessuna delle due varianti è completamente convincente. La prima variante lascia un auspicato margine d'azione, ma contiene anche un potenziale d'abuso. In tale contesto sarebbero necessarie disposizioni vincolanti e giustificabili sul modo di procedere in caso di abuso. La seconda variante è sì restrittiva, tuttavia chiara e quindi di facile esecuzione. Complessivamente la seconda variante sarebbe più adatta a soddisfare i requisiti dell'iniziativa.
Secondo ZH si dovrebbe privilegiare la seconda variante, che risponde alle esigenze dell'iniziativa. La prima variante è poco trasparente e difficile da attuare, la Confederazione infatti non dispone degli strumenti idonei per la verifica del rispetto della disposizione.
PSS, PES; Helvetia Nostra, Pro Natura, SHS, ATA e WWF si esprimono a favore della variante e contro la proposta di base. I cambiamenti di destinazione senza condizioni sono anticostituzionali e nei Comuni turistici potrebbero provocare una penuria di abitazioni primarie e di conseguenza aumenti dei prezzi (anche Bezzola sottolinea questo fatto). I cambiamenti di destinazione da abitazioni primarie in secondarie devono rimanere eccezioni e soggetti a severe restrizioni. Dovrebbero essere consentiti soltanto nel caso in cui i nuovi letti delle abitazioni secondarie fossero “caldi” e per far fronte a situazioni difficili. Un trattamento restrittivo delle possibilità di trasformazione non intacca la garanzia dei diritti acquisiti, poiché essa non tutela ipotetici usi futuri, bensì soltanto l'uso effettivo al momento dell'entrata in vigore dell'art. 75b Cost., l'11 marzo 2012. È facile scoprire qual era l'uso di un'abitazione l'11 marzo 2012. Per cambiare la destinazione da abitazione primaria in abitazione secondaria è