Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/6: Attuazione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: modifiche di ordinanza · 22 pagine

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Revisione parziale dell’ordinanza sul CO2

3. Ripercussioni finanziarie, sul personale e altre ripercussioni per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni

L’attuazione delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 per autofurgoni e trattori a sella leggeri segue i processi di esecuzione delle automobili. Le competenze e il carico di lavoro continuano a spettare perlopiù alle autorità federali. Per l’informazione iniziale al pubblico e agli operatori di mercato, la formazione di esperti dei servizi della circolazione nonché l’adeguamento delle soluzioni informatiche si prevedono costi una tantum per i mezzi materiali pari a 100 000 franchi.

Data l’articolazione delle misure proposte con un phasing-in e supercrediti, strumenti che agevolano il raggiungimento degli obiettivi negli anni dal 2020 al 2022, i valori limite di 95 o 147 g CO2/km vengono raggiunti successivamente. Originariamente come termine per il raggiungimento completo degli obiettivi era stato proposto il 2020 e come limite per gli autofurgoni e i trattori a sella leggeri era stato fissato il valore, poi depennato dal Parlamento, di 175 g CO2/km nel 2017. In tal modo i mancati introiti fiscali previsti per la Confederazione risultano minori rispetto a quanto contenuto nel messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 (FF 2013 6489 6650). La flessione del gettito dell’imposta sugli oli minerali e del supplemento d’imposta gravante i carburanti dal 2016 al 2030 ammonterà mediamente a 140 milioni di franchi all’anno (messaggio: 200 milioni di franchi). La riduzione dell’imposta sul valore aggiunto ammonta, tenendo conto anche delle deduzioni d’imposta precedente, a ca. 19 milioni di franchi (messaggio: 40 milioni di franchi). Data la minore flessione del gettito dell’imposta sugli oli minerali, anche la riduzione delle risorse del finanziamento speciale per il traffico stradale, e di conseguenza dei contributi non direttamente vincolati ai Cantoni, è inferiore rispetto a quanto esposto nel messaggio. La diminuzione è pari a 10 milioni di franchi (messaggio: 14,3 milioni di franchi).

Il potenziamento del Programma Edifici comporta un aumento delle domande di promozione e del relativo onere di esame. Per la gestione delle domande i Cantoni devono impiegare proprie risorse. Per i compiti di esecuzione dei Cantoni la Confederazione prevede un indennizzo forfetario pari al 5 per cento dei contributi di promozione accordati dal Cantone e computabili come quota federale (cfr. art. 108 ordinanza sul CO2). L’erogazione di contributi globali nonché il potenziamento del controlling delle misure qualitative dei Cantoni provoca un maggior fabbisogno di personale anche per la Confederazione che può però essere gestito con le risorse disponibili.

L’esecuzione del rimborso della tassa sul CO2 per gli impianti di cogenerazione e il rendiconto spettano all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e alla Direzione generale delle dogane (DGD). Si prevede che 100 dei ca. 1000 impianti esistenti richiederanno un rimborso parziale. Al fine di limitare l’onere di esecuzione, è stato stabilito il limite inferiore per la potenza termica degli impianti di 1 MW. Secondo alcune stime di massima, con una tassa sul CO2 di 84 franchi a tonnellata la somma dei rimborsi sarà di circa 5 milioni di franchi all’anno.

L’UFAM stima un fabbisogno aggiuntivo di personale pari a un impiego al 50 per cento, la DGD pari a un impiego al 20 per cento. Entrambi prevedono di poter soddisfare tale fabbisogno aggiuntivo mediante compensazione interna. L’elaborazione delle domande di rimborso comporta un adeguamento dell’attuale soluzione informatica con una spesa una tantum di CHF 35 000.

4. Ripercussioni per l’economia, l’ambiente e la società

La definizione dei valori limite di CO2 per le automobili, gli autocarri e i trattori a sella leggeri ha come effetto principale una riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2. Con l’introduzione delle misure nelle modalità qui proposte, ossia con un phasing-in più esteso e i supercrediti, rispetto al messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 che prevede un