Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/26: Riforma del traffico regionale viaggiatori (modifica della legge sul trasporto di viaggiatori · 30 pagine

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Avamprogetto

e rapporto esplicativo

concernente la riforma del traffico regionale viaggiatori

(modifica della legge sul trasporto di viaggiatori)

Compendio

Chiara definizione delle competenze di Confederazione e Cantoni, procedure più semplici, efficienza e certezza di pianificazione nel trasporto regionale pubblico

Premessa

Il traffico regionale viaggiatori (TRV) è un pilastro portante per il buon funzionamento della quotidianità svizzera: ogni giorno, infatti, due milioni e mezzo di persone usano il TRV per andare al lavoro, fare la spesa o viaggiare nel tempo libero. Le reti collegano paesi e agglomerati tra di loro e con i centri e le città di tutte le regioni svizzere. Attualmente le prestazioni fornite dalle diverse imprese di trasporto vengono ordinate congiuntamente da Confederazione e Cantoni. L’ente pubblico si fa poi carico dei disavanzi che si vengono a formare. I ricavi ottenuti con la vendita di abbonamenti e biglietti, infatti, coprono soltanto la metà circa dei costi.

La procedura di ordinazione attuale si è rivelata generalmente valida, ma è onerosa, in alcuni casi complicata e gravata da un gran numero di interfacce. Inoltre per le imprese di trasporto vi sono pochi incentivi a fornire le prestazioni ordinate dall’ente pubblico in modo economico ed efficiente e a livelli qualitativi elevati.

Tutti i partner coinvolti nella procedura di ordinazione (Confederazione, Cantoni e imprese di trasporto) riconoscono un potenziale di miglioramento: da un lato i committenti auspicano maggiori possibilità di gestione come pure maggiori informazioni sulla qualità e la redditività della prestazione fornita; allo stesso tempo, le imprese di trasporto vedrebbero con favore un alleggerimento degli oneri amministrativi rispetto a quelli attuali, una più ampia libertà imprenditoriale e finanziamenti garantiti sul lungo periodo.

Con la mozione 13.3663 il Parlamento chiede al Consiglio federale alcune proposte di riforma per migliorare la certezza dei finanziamenti e della pianificazione, nonché per semplificare e armonizzare la procedura di ordinazione. Nel mese di giugno 2016 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di rielaborare il sistema del traffico regionale viaggiatori coinvolgendo il DFF, i Cantoni e le imprese di trasporto. Scopo della riforma è ripartire nel modo più adeguato possibile tra Confederazione e Cantoni le competenze inerenti a ordinazione e finanziamento. Inoltre, si vogliono introdurre degli incentivi per favorire l’imprenditorialità e l’efficienza delle imprese di trasporto.

Contenuto del progetto: le varianti «separazione parziale» e «ottimizzazione»

Assieme ai Cantoni e con la partecipazione delle imprese di trasporto, la Confederazione ha esaminato diverse possibilità. Nell’ambito della presente consultazione, il Consiglio federale espone due varianti, definite «separazione parziale» e «ottimizzazione». Entrambe si basano sul sistema attuale e lo sviluppano ulteriormente.

La variante «separazione parziale» fa un passo supplementare rispetto alla variante «ottimizzazione», poiché trasferisce ai Cantoni l’intera competenza e responsabilità legata all’ordinazione delle linee di autobus. Ciò consente di sfruttare le sinergie con il traffico locale, ridurre le interfacce e creare maggiore chiarezza sulle competenze. Con la «separazione parziale» la Confederazione abbandona il proprio ruolo di committente ma continua a partecipare finanziariamente all’offerta di autolinee, senza differenze rispetto al passato, fornendo ai Cantoni un contributo forfettario. Con la «separazione parziale» i Cantoni possono ordinare autonomamente e in esclusiva tutte le prestazioni legate al trasporto locale e regionale in autobus.

La variante «ottimizzazione» pone le basi della riforma. Infatti i suoi elementi si ritrovano, laddove opportuno, anche nella variante «separazione parziale». Le due varianti si fondano pertanto sugli stessi elementi chiave: maggiore certezza di pianificazione grazie a convenzioni sugli obiettivi pluriennali tra committenti e imprese di trasporto e precisazioni sull’utilizzo dell’eccedenza.

Nello specifico, le misure centrali previste da entrambe le varianti sono le seguenti:

credito d’impegno quadriennale con presentazione delle intenzioni per il periodo successivo (Confederazione);

convenzioni sugli obiettivi valide da quattro a sei anni tra committenti e fornitori;

possibilità di finanziamento per le innovazioni;

benchmarking nazionale e trasparenza sugli indici;

precisazione delle regole relative all’utilizzo dell’eccedenza;

nella variante «separazione parziale» si aggiunge il trasferimento del ruolo di committente dalla Confederazione ai Cantoni.

Per il modello relativo alla concorrenza nel TRV non sono previste modifiche. Le prestazioni per il traffico regionale e locale continueranno a essere assegnate per lo più tramite aggiudicazione diretta alle imprese di trasporto. Saranno ancora possibili le procedure di messa a concorso, da svolgersi nel quadro delle basi legali attualmente vigenti.

Nella sua valutazione, la Confederazione predilige la variante «separazione parziale». In tale variante vede infatti la possibilità di raggiungere obiettivi di più ampia portata in termini di semplificazione e chiarezza delle competenze. La Confederazione ritiene che come regola generale le procedure debbano essere le più semplici possibili e che vada garantito il massimo livello di sussidiarietà. I Cantoni si fanno carico di attività riferite principalmente al proprio territorio, mentre la Confederazione interviene coordinando e predisponendo una disciplina uniforme per tutta la Svizzera laddove ciò sia opportuno.

La Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) vede in generale con favore entrambe le varianti, propendendo tuttavia per la variante «ottimizzazione», che consente una stima più affidabile delle ripercussioni per i Cantoni. La situazione iniziale nei vari Cantoni non sarebbe uniforme, poiché non si ritrova dappertutto la medesima competenza in materia di ordinazione. A giudizio della CTP nella variante «ottimizzazione», basandosi sul sistema collaudato, non vengono create nuove interfacce e il coordinamento della Confederazione nel TRV rimane forte.