Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/53: Legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani · 33 pagine
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4.4 Ripercussioni per l’economia
Una conseguenza economica importante della prestazione transitoria per i disoccupati ultrasessantenni che hanno esaurito il diritto all’indennità consiste nelle sue ripercussioni sul mercato del lavoro e sulla disoccupazione. Le ripercussioni hanno alcuni punti in comune con quelle spesso analizzate nella letteratura economica in cui si discutono le conseguenze del prolungamento della durata di versamento dell’indennità di disoccupazione per le persone anziane introdotto in molti Paesi, tra cui anche la Svizzera, negli ultimi anni o decenni.
Da questa letteratura (p. es. R. Lalive e J. Zweimüller 2004, R. Lalive 2007, L. Inderbitzin, S. Staubli e J. Zweimüller 2013) emerge che un aumento della durata delle prestazioni dell’AD o di altre forme di prestazioni provvisorie per i disoccupati anziani può creare disincentivi per i datori di lavoro e per i lavoratori. Per esempio, un prolungamento della durata del sostegno dell’AD per le persone anziane o l’introduzione di prestazioni provvisorie si ripercuotono sul comportamento dei datori di lavoro che devono prendere decisioni di assunzione o licenziamento. Tali cambiamenti istituzionali incidono inoltre anche sulla propensione delle persone anziane a investire nella formazione continua o a cercare un nuovo impiego in un periodo di disoccupazione.
È dunque importante che nel sistema proposto le condizioni per la concessione della prestazione transitoria e la definizione del gruppo target mirino a ridurre gli incentivi indesiderati.
Una di queste condizioni è l’età del gruppo target. I disoccupati ultrasessantenni che hanno esaurito il diritto all’indennità hanno alle spalle un lungo periodo di disoccupazione e sono già arrivati alla fine del sostegno fornito dall’assicurazione. Va tenuto presente che durante il periodo di versamento dell’indennità i disoccupati sono stati seguiti e sostenuti con grande professionalità dagli uffici regionali di collocamento, con tentativi di collocamento svolti attivamente e ripetutamente per due anni, seppur senza successo. Studi empirici mostrano che tra il 2014 e il 2017 è stato spesso possibile reintegrare nel mercato del lavoro i disoccupati di più di 55 anni che avevano esaurito il diritto all’indennità, ma solo pochi di loro (circa il 14 %) hanno potuto trovare un posto di lavoro con un reddito sufficiente per coprire il fabbisogno vitale. Se da un lato la quota di coloro che sono riusciti a rientrare nel mercato del lavoro è elevata (circa il 50 %), dall’altro il reinserimento è avvenuto in condizioni difficili, che hanno reso necessario il ricorso all’aiuto sociale a complemento del modesto reddito conseguito. In tali circostanze la prestazione transitoria proposta migliorerà la situazione, il che è proprio l’obiettivo della prestazione. La letteratura conferma spesso che l’età è un fattore chiave per il reinserimento nel mercato del lavoro dopo un periodo di disoccupazione. Questo vale ancora di più per il reinserimento duraturo degli ultrasessantenni che hanno esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione.
Oltre ad avere queste ripercussioni sul mercato del lavoro e sulla disoccupazione, l’impostazione della prestazione transitoria potrebbe incidere anche su altre decisioni dei disoccupati anziani. In particolare, questi ultimi potrebbero essere influenzati nel loro comportamento di risparmio, dato che sarebbe meno conveniente disporre di una sostanza superiore ai 100 000 franchi verso la fine di un termine quadro dell’AD. Per contrastare questo disincentivo, nel progetto sono previste alcune restrizioni. I richiedenti non potranno così ottimizzare la previdenza con riscatti nelle casse pensioni né effettuare nuovi investimenti in un’abitazione di loro proprietà per ridurre la sostanza computabile. Da un lato, con il sistema della prestazione transitoria proposto non s’intende costringere i disoccupati ultrasessantenni che hanno esaurito il diritto all’indennità a vendere l’abitazione di cui sono proprietari. Dall’altro, però, dato che l’avere di vecchiaia della previdenza professionale e l’immobile che serve quale abitazione al proprietario non rientrano nella sostanza determinante, occorre evitare che parti di sostanza vengano trasferite nel primo o nel secondo per non oltrepassare la soglia di sostanza stabilita (fr. 100 000). Per questo motivo, andranno considerati quali sostanza, da un lato, i riscatti di prestazioni della previdenza professionale effettuati per la continuazione volontaria della previdenza e, dall’altro, i rimborsi di prelievi anticipati per un’abitazione ad uso proprio e l’ammortamento di ipoteche effettuati nei tre anni precedenti l’esaurimento del diritto all’indennità di disoccupazione. Infine, è fondamentale che i datori di lavoro offrano alle persone di questa fascia d’età posti con salari interessanti o almeno tali da coprire il fabbisogno vitale. L’integrazione sociale e l’apprezzamento legati a un posto di lavoro sono infatti certamente più attrattivi di una prestazione versata in funzione del bisogno per un determinato periodo di tempo.
L’introduzione della prestazione transitoria non comporterà inoltre alcun rischio per i sistemi già esistenti retti da contratti collettivi di lavoro (CCL), come ad esempio nel settore edile. Queste regolamentazioni sono sostanzialmente più generose della prestazione transitoria prevista e non si vede quindi perché le parti sociali dovrebbero abbandonare un sistema di lunga data, che prevede un livello di prestazioni nettamente più elevato, per passare a un sistema in funzione del bisogno che copre soltanto il fabbisogno vitale.