Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/53: Legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani · 33 pagine
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1.1.2 Necessità e sfide della libera circolazione delle persone
Nonostante questi sforzi, la Svizzera continuerà anche in futuro ad aver bisogno d’ integrare il potenziale indigeno, reclutando personale qualificato all’estero per colmare eventuali lacune nell’offerta di lavoratori.
L’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC)3 consente alle imprese svizzere di avere un accesso privilegiato
all’importante serbatoio di lavoratori dell’UE/AELS. In passato, l’immigrazione legata all’ALC ha contribuito notevolmente ad attenuare la carenza di personale qualificato, poiché ha permesso all’economia di reclutare senza ostacoli burocratici soprattutto lavoratori altamente qualificati e in parte molto specializzati. La cessazione dell’ALC causerebbe pertanto ingenti svantaggi e costi all’economia nazionale e inoltre accrescerebbe i problemi di finanziamento delle assicurazioni sociali. La limitazione dell’accesso al principale serbatoio di lavoratori esteri accentuerebbe le ripercussioni negative del cambiamento demografico e della carenza di personale qualificato, un effetto che sarebbe ulteriormente aggravato dalla crescente competizione tra gli Stati occidentali nel reclutamento di personale.
Nel mercato del lavoro, l’immigrazione crea tendenzialmente una situazione di maggiore concorrenza. Vi è il timore diffuso che il reclutamento di lavoratori esteri riduca le opportunità occupazionali della popolazione residente. Appare pertanto opportuno adottare misure economiche e di politica sociale supplementari per rendere ancor più competitivi i lavoratori residenti (Svizzeri e stranieri che già vivono in Svizzera) e rafforzare la loro sicurezza sociale.
1.1.3 Pacchetto di misure per la promozione del potenziale e la protezione dei lavoratori residenti
Visto quanto precede, il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di misure, elaborato in collaborazione con le parti sociali, che dovrebbe rafforzare la posizione dei lavoratori residenti e sfruttare meglio il loro potenziale lavorativo. Il pacchetto prevede le misure seguenti:
il pretirocinio d’integrazione, già attuato con successo nel settore dell’asilo nel quadro di un progetto pilota, sarà prolungato fino al 2023/2024 e reso accessibile anche a persone della zona UE/AELS e a persone di Stati terzi che non rientrano nel settore dell’asilo. La misura è destinata a persone sprovviste di un diploma di livello secondario II, immigrate nel quadro del ricongiungimento familiare. Nel contempo, il programma verrà esteso ad altri ambiti professionali in cui vi è carenza di personale qualificato, in particolare nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e in quello delle cure sanitarie.
Nel quadro di un programma pilota si cercherà di migliorare in modo duraturo l’accesso al mercato del lavoro primario per rifugiati e persone ammesse provvisoriamente difficilmente collocabili. Grazie al programma saranno versati assegni per il periodo d’introduzione ai datori di lavoro che assumono queste persone, le quali non conoscono ancora sufficientemente la realtà quotidiana in Svizzera o, a causa della loro età, necessitano di più tempo per l’avviamento. L’obiettivo di questa misura è far sì che i datori di lavoro garantiscano ogni anno a 300 persone difficilmente collocabili la possibilità di sviluppare in condizioni di lavoro reali la propria capacità lavorativa e il proprio rendimento per poi reinserirsi durevolmente nel mercato del lavoro.
I lavoratori ultraquarantenni avranno diritto a una valutazione della situazione individuale, un’analisi del potenziale e un orientamento di carriera gratuiti. Soprattutto i lavoratori in età più avanzata potranno così rimanere competitivi e aver successo sul mercato del lavoro. Nel quadro dell’iniziativa «Formazione professionale 2030», la Confederazione e i Cantoni intendono garantire che l’offerta di consulenza professionale, per gli studi e per la carriera sia accessibile in tutta la Svizzera. A tal fine è previsto lo svolgimento di progetti pilota in alcuni Cantoni. In base alla valutazione di questi progetti, la Confederazione e i Cantoni svilupperanno un programma cui potranno partecipare i lavoratori ultraquarantenni nel quadriennio 2021–2024.
Per agevolare l’ottenimento di un titolo professionale da parte dei lavoratori adulti, la legge prevede già oggi la possibilità di convalidare le competenze professionali specifiche già acquisite. In questo modo non è più necessario svolgere
l’integralità dei corsi o sostenere tutti gli esami e si può concludere più rapidamente la formazione. Con la misura «Qualificazione professionale degli adulti: convalida delle prestazioni di formazione» si intende garantire che le prestazioni di formazione siano convalidate in modo uniforme in tutta la Svizzera. Questo progetto quinquennale dovrebbe creare i presupposti per la buona riuscita dell’attuazione.
3 Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC); RS 0.142.112.681.