Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/109: Ordinanza sulle scorte obbligatorie di etanolo · 39 pagine
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di approvvigionamento e, a più lungo termine, per aprire eventuali nuovi canali di produzione e di approvvigionamento.
L’Unione Svizzera delle arti e dei mestieri è a favore della costituzione di scorte obbligatorie di etanolo. Tuttavia, suggerisce di perseguire in futuro l’opzione del contratto di garanzia. Il fatto che secondo la legge l’economia sia responsabile dell’approvvigionamento economico del Paese non significa automaticamente che sia disponibile solo lo strumento della costituzione di scorte obbligatorie. Inoltre, ritiene che anche le materie prime di produzione nazionale debbano poter contribuire alla costituzione di scorte obbligatorie di etanolo ed essere quindi considerate alla stregua delle importazioni.
L’Unione sindacale svizzera dichiara di essere sempre stata contraria alla privatizzazione di Alcosuisse e che i timori già espressi si sono purtroppo rivelati fondati. L’abolizione dell’obbligo di costituire scorte obbligatorie di etanolo, avvenuta nel corso della privatizzazione, si è rivelata un boomerang a distanza di qualche anno: non solo ha causato costi inutili, ma ha anche compromesso la qualità dell’assistenza sanitaria. Le carenze temporanee di disinfettante medico negli ospedali e nelle case per anziani hanno costituito una realtà inaccettabile all’inizio della pandemia di COVID-19. Alla luce di tutto ciò, l’Unione sindacale svizzera sostiene espressamente il ripristino dell’obbligo di costituire scorte di etanolo proposta in consultazione. Per quanto riguarda l’entità delle scorte d’emergenza di etanolo, tuttavia, si pone chiaramente la questione se la copertura prevista di una domanda normale di tre mesi (10 000 tonnellate) sia sufficiente. All’inizio della pandemia, nonostante la precedente privatizzazione e l’abolizione delle scorte obbligatorie, Alcosuisse disponeva di scorte etanolo con le quali avrebbe potuto coprire un fabbisogno normale di due mesi ma che, come è noto, non sono state affatto sufficienti durante la pandemia. L’Unione sindacale svizzera dubita quindi che un aumento di un solo mese possa permettere di evitare future strozzature in situazione d’emergenza. Questo è il motivo per cui la maggior parte delle scorte obbligatorie di generi alimentari sono calcolate per un periodo di quattro mesi.
L’Unione sindacale svizzera afferma inoltre che la struttura e l’attuazione dell’approvvigionamento economico del Paese dovrebbero essere fondamentalmente messe in discussione e, se necessario, riformate. E ciò non solo a causa di quanto imparato dalla pandemia di COVID-19. Fa inoltre riferimento al rapporto relativo all’UFAE redatto per verificare le strutture dirigenziali e organizzative, la compliance e la governance dell’Approvvigionamento economico del Paese, commissionato dal Consiglio federale e di cui quest’ultimo ha preso atto nel novembre 2020. Questo rapporto aveva identificato gravi carenze e proposto una serie di raccomandazioni. Secondo l’organizzazione, la revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese, annunciata subito dopo dal DEFR, dovrebbe essere presto posta in consultazione.
L’Unione sindacale svizzera dubita fortemente che l’approvvigionamento economico del Paese, attualmente organizzato nel senso di un «partenariato pubblico-privato» con un Ufficio federale in parte di milizia e che funge da punto di contatto tra l’economia e l’Amministrazione, sia la forma organizzativa adeguata per garantire un approvvigionamento di base adatto a questo settore. Se ad esempio si considera la complessità normativa delle scorte obbligatorie di etanolo decentralizzate e organizzate privatamente, sostanzialmente realizzabili in modo semplice, proposte con questa ordinanza, ci si chiede se il monopolio di importazione della Confederazione, esistito fino alla fine del 2018, non rappresentasse in definitiva la forma di organizzazione più semplice ed economica.
Secondo l’associazione Schweizerischer Kosmetik- und Waschmittelverband, in linea di principio la situazione in materia di approvvigionamento attuale e futura non richiede la costituzione di scorte