Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/109: Ordinanza sulle scorte obbligatorie di etanolo · 39 pagine

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non dispone solo di dati sulle importazioni, ma anche di dati sulle concessioni, sulle autorizzazioni e sul sistema di tassazione dell’alcol, per cui non ha senso che il settore privato debba inoltrare notifiche all’UFAE.

Per quanto riguarda l’articolo 4, l’associazione dubita che fornisca una base giuridica sufficiente in caso di controversie. Anche senza questo articolo, sarebbe sensato e necessario definire i dettagli per motivi di trasparenza. Nella presa di posizione sono stati integrati alcuni esempi a riguardo.

Secondo quali criteri vengono determinate o distribuite le quantità obbligatorie?

A partire da quale percentuale scatta l’obbligo?

L’etanolo viene stoccato nelle distillerie? Oppure, a che prezzo viene venduto?

Quali sono le limitazioni per motivi di sicurezza?

Quali sono i criteri qualitativi per i serbatoi di stoccaggio?

Per quanto riguarda il finanziamento, Spirit Suisse rimarca che si tratta di una questione che riguarda il settore privato. A suo parere, a pagare dovrebbe essere solo chi stabilisce le regole, quindi la Confederazione. Oltre alle spese effettive di deposito, vi è infatti il capitale vincolato: anche nel caso in cui questo capitale venisse coperto da garanzie, rimarrebbero da pagare gli interessi. Perché dunque il proprietario di una scorta dovrebbe pagare le spese di deposito se è comunque soggetto all’imposta sull’alcool? Secondo l’associazione bisognerebbe fare in modo che l’imposta comprenda queste spese, cui vanno computate anche le perdite.

Spirit Suisse chiede inoltre cosa succederebbe nel caso in cui un proprietario di una scorta non soddisfacesse i requisiti qualitativi per i serbatoi di stoccaggio o se ne avesse troppo pochi: dovrebbe per forza investire capitale. Secondo l’associazione le perdite dovute alle fluttuazioni di prezzo non possono essere semplicemente a carico del proprietario di una scorta. Vi sono inoltre questioni relative all’imposta sull’alcool, e quindi anche riguardo alla modalità di fatturazione.

Dal punto di vista di Spirit Suisse, questi punti dovrebbero essere chiariti in dettaglio con le parti interessate e, soprattutto, andrebbe considerato il finanziamento statale, almeno attraverso la tassa sull’alcol.

L’associazione Verband der Schweizerischen Schmierstoffindustrie non ha obiezioni di fondo all’introduzione di una scorta obbligatoria di etanolo. Ritiene che sia l’obbligo di costituire scorte sia la soluzione che prevede un contratto di garanzia siano metodi adatti a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di etanolo. Tuttavia, reputa molto importante che la garanzia dell’approvvigionamento di etanolo non comporti alcuna distorsione della concorrenza e che sia l’onere amministrativo per le imprese interessate sia i costi legati all’obbligo di costituire scorte siano bassi per poter mantenere la competitività nei confronti dei concorrenti stranieri.

Secondo l’associazione, l’obbligo di costituire scorte presentato nel disegno di ordinanza è troppo complesso e comporta maggiori costi e oneri amministrativi per le aziende. Ritiene anche molto importante che la costituzione di scorte obbligatorie avvenga su base volontaria: le aziende che desiderano stoccare scorte obbligatorie di etanolo devono poterlo fare volontariamente. L’associazione chiede inoltre che non si crei un monopolio per quanto riguarda la costituzione di scorte di etanolo.