Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/109: Ordinanza sulle scorte obbligatorie di etanolo · 39 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 28Fedlex · Rapporto sui risultati

Secondo Agricura e Helvecura il progetto in consultazione potrebbe generare una distorsione della concorrenza, perché le imprese che immettono in commercio meno di 1000 chili di etanolo soggetto all’obbligo di costituire scorte per anno civile sono esentate dall’obbligo di costituire scorte. Secondo il disegno di ordinanza, queste imprese non contribuiscono all’approvvigionamento economico del Paese a causa della mancanza di un’organizzazione di categoria con un fondo di garanzia. L’articolo 16 capoverso 4 della legge sull’approvvigionamento del Paese (LAP) prevede che le imprese esonerate dall’obbligo di costituire scorte sono tenute ad alimentare il fondo di garanzia come le altre imprese. Tuttavia, questo presuppone la possibilità di creare un fondo di garanzia. Dopo l’abolizione del monopolio federale dell’alcol, il mercato dell’etanolo è in una fase di liberalizzazione. Agricura e Helvecura affermano che questo mercato è ancora giovane e che gli operatori sono in costante aumento nonostante un volume di vendite annuali piuttosto stabile. Di conseguenza, si sta sviluppando una classica politica predatoria. Da questo punto di vista, le cooperative considerano decisamente troppo alta la soglia di 1000 chili per l’obbligo di costituire scorte: ne conseguirebbero infatti disparità di trattamento e una distorsione della concorrenza. Secondo loro, tale soglia dovrebbe essere situata tra 20 e 50 chili. Al contrario, CARBURA trova ragionevole un limite di 1000 chili per anno civile per l’esenzione dall’obbligo di costituire scorte. Un aumento di questo valore porterebbe gli importatori e i fabbricanti a gestire le loro consegne in modo tale da evitare un obbligo di costituire scorte.

Anche réservesuisse critica il fatto che il presente disegno di ordinanza porta a un’ulteriore distorsione del mercato. In primo luogo, sottostanno all’obbligo di costituire scorte anche le aziende che trattano tipi di etanolo per i quali non devono essere costituite scorte. Queste aziende devono quindi mettere a disposizione capacità di stoccaggio per un bene di cui non hanno bisogno. In secondo luogo, secondo la cooperativa la determinazione arbitraria dell’obbligo di costituire scorte a partire da 1000 chili porta a una disparità di trattamento di questi operatori di mercato. Il disegno di ordinanza prevede che le aziende che immettono in commercio quantità inferiori a 1000 chili siano esentate dall’obbligo di costituire scorte: le spese di deposito vengono quindi accollate alle aziende che invece sottostanno a questo obbligo. Secondo il disegno di ordinanza, queste ultime possono compensare le spese stabilendo prezzi di mercato più alti. Riassumendo, secondo réservesuisse le imprese non soggette all’obbligo di costituire scorte avrebbero un vantaggio competitivo rispetto a quelle che vi sottostanno; inoltre, le stesse imprese dovrebbero sostenere spese di deposito per prodotti che non trattano. Ritiene quindi che il disegno di ordinanza promuova involontariamente ulteriori distorsioni dei prezzi di mercato. Per garantire che la costituzione di scorte obbligatorie non provochi ulteriori distorsioni, tutti gli operatori devono essere soggetti alle stesse condizioni.

Agricura e Helvecura partono dal presupposto che con una quantità target di scorte obbligatorie compresa tra 8000 a 10 000 tonnellate di etanolo l’UFAE esenterà dall’obbligo di costituire scorte anche le imprese che immettono in commercio molto più di 1000 chili di etanolo all’anno. In assenza di un’organizzazione e di un fondo di garanzia, questa situazione porta, analogamente al limite di franchigia di 1000 chili, a un’ulteriore distorsione della concorrenza. Attualmente, il 100% dell’etanolo per cui vanno costituite scorte è importato: l’importatore è quindi soggetto agli obblighi di notifica dell’UFAE, a meno che non intenda immettere sul mercato grandi quantità e sia libero di commercializzare la merce come intermediario. In questo caso sarebbero gli acquirenti finali a importare la merce, mentre l’intermediario che non supera il limite di 1000 chili per acquirente e anno eluderebbe l’obbligo di costituire scorte. Inoltre, Agricura e Helvecura affermano che le aziende hanno anche la possibilità di importare etanolo attraverso qualsiasi filiale dichiarando le importazioni come una tantum al fine di aggirare l’obbligo di costituire scorte. Se dunque i piccoli importatori e quelli che importano una tantum eludono l’obbligo di costituire scorte, potrebbe verificarsi una forte distorsione della concorrenza. Un’organizzazione dotata di un fondo di garanzia impedirebbe il verificarsi di situazioni simili: tutti coloro