Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/109: Ordinanza sulle scorte obbligatorie di etanolo · 39 pagine
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svolgimento, il controllo e la messa in pratica della costituzione di scorte obbligatorie di etanolo vanno trasferiti a un’organizzazione privata esistente o che, dal momento che in base ai principi sanciti nella relativa legge l’approvvigionamento economico del Paese spetta all’economia, va costituita un’organizzazione separata.
CARBURA ricorda che anche nel rapporto sull’inchiesta amministrativa di novembre 2020 si raccomandava di mantenere questo ruolo dell’economia, da attuare quindi anche nell’ordinanza sulle scorte obbligatorie di etanolo. Secondo CARBURA, il ruolo degli operatori di mercato va oltre la costituzione di scorte di etanolo; sono infatti loro a doversi occupare anche della messa in pratica e non, come indicato nel rapporto esplicativo della consultazione, la Confederazione. È infatti un passo strettamente necessario, soprattutto dal punto di vista della corporate governance: l’UFAE sarebbe altrimenti un organismo di supervisione, autorizzazione, ricorso e attuazione. CARBURA è fermamente convinta che la Confederazione dovrebbe concentrarsi sui suoi compiti principali nell’ambito dell’approvvigionamento economico, come strategia, controllo e compliance, e lasciare l’attuazione al settore privato.
Provisiogas porta argomenti simili. L’associazione sostiene infatti che i settori economici interessati hanno fondato organizzazioni apposite per la costituzione di scorte obbligatorie, un approccio ben consolidato e che ha dimostrato di essere valido. Questo fatto è stato anche riconfermato nell’inchiesta amministrativa sull’approvvigionamento economico del Paese del 18 novembre 2020; il disegno di ordinanza posto in consultazione, invece, non ne tiene conto. Se è vero che la quantità di scorte obbligatorie è ridotta, ciò non giustifica la delega del compito all’Amministrazione federale. Per esempio, la quantità di scorte obbligatorie di riso commestibile è più o meno la stessa di quella prevista per l’etanolo, anche se il mercato del riso, che conta 1000 operatori di mercato e circa 10 proprietari delle scorte obbligatorie, ha una struttura più eterogenea. Le scorte obbligatorie di riso sono finanziate da un fondo di garanzia alimentato da tutti gli operatori del mercato. Se la gestione delle scorte obbligatorie di etanolo fosse delegata all’UFAE, quest’ultimo si assumerebbe un compito che secondo la legge spetta all’economia.
CARBURA non riesce a capire perché, a differenza di tutti gli altri beni per i quali è prevista la costituzione di scorte obbligatorie, nel caso dell’etanolo debba essere l’UFAE ad occuparsi dell’attuazione tramite un nuovo ente. Secondo l’organizzazione, questo compito è più congeniale per le organizzazioni esistenti, che non conoscono il bene in sé ma conoscono molto bene i processi e le misure preventive per costituire scorte in modo efficiente senza influenzare il mercato. Tanto più che con un’attuazione da parte dell’UFAE i problemi di governance menzionati sopra si aggraverebbero molto. Se fosse l’UFAE ad occuparsi dell’attuazione delle scorte obbligatorie di etanolo (e anche di quelle delle sementi, come previsto nell’attuale consultazione) si verificherebbe un inutile e indesiderato trasferimento di compiti all’Amministrazione federale e non verrebbe rispettata la posizione dell’economia in questo campo.
Secondo Agricura e Helvecura, continuare a rinnovare il contratto di garanzia significherebbe abbandonare l’attuale sistema delle scorte obbligatorie e non rispettare il ruolo dell’economia e il principio di sussidiarietà nell’approvvigionamento economico del Paese. Questi enti sono dell’opinione che non sia compito della Confederazione o dei contribuenti assumere le spese di deposito se i rami economici interessati sono in grado di attuare l’obbligo di costituire scorte. Riportano inoltre che, secondo Alcosuisse AG, il più grande distributore di etanolo, non ci sono segnali che questi rami non siano in grado di attuare da soli tale obbligo.