Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/43: Legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi normativi (Legge sullo sgravio delle imprese) · 30 pagine
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La lettera a descrive il principio dell’efficienza economica: nell’elaborare una regolamentazione la scelta deve ricadere sull’alternativa che presenta il miglior rapporto costi-benefici per ambiente, società ed economia. Per «alternativa» si intendono le varie forme che può assumere un atto per adempiere allo scopo perseguito dalla regolamentazione. Per ogni alternativa occorre quindi determinare i costi e i benefici (o il grado di realizzazione degli obiettivi). Questi effetti, che includono anche le ripercussioni sulla società e sull’ambiente, sono analizzati nel quadro di un’AIR. Idealmente, costi e benefici devono essere quantificati; se ciò risulta impossibile, è necessario procedere a una descrizione qualitativa delle ripercussioni. Per quanto riguarda la metodologia da applicare, si rimanda al manuale AIR della SECO53.
Lettera b
La lettera b stabilisce il principio per lo sgravio delle imprese. Nel corso della procedura legislativa occorre identificare tempestivamente i costi normativi che gravano sulle imprese e vagliare le alternative opportune. Un’analisi tempestiva consente di tenere conto degli oneri fin dalle prime riflessioni sulle varie alternative. Occorre inoltre presentare con trasparenza tali riflessioni, per esempio nel quadro del quick check o di un’eventuale nota di discussione.
Nell’analisi delle diverse regolamentazioni alternative, per tenere conto in maniera adeguata dell’onere che grava sulle imprese, occorre optare per l’alternativa che comporta i costi normativi minori, senza però compromettere il rapporto costi-benefici. Bisogna inoltre ricordare che strumenti come divieti, monopoli e concessioni, obblighi d’autorizzazione, attestati di capacità o prescrizioni tecniche possono comportare costi elevati. Strumenti più flessibili come gli obblighi di notifica (anziché gli obblighi d’autorizzazione), una regolamentazione differenziata54 o la possibilità di limitare la durata della regolamentazione comportano in genere oneri minori per le imprese. Procedure di opposizione, strumenti economici, nudge, una migliore base di informazioni o autoregolamentazioni rappresentano alternative dai costi potenzialmente minori.
Per ridurre gli oneri che gravano sulle imprese è essenziale tenere conto delle particolarità delle PMI. Spesso l’onere normativo implica costi fissi. Pertanto, l’introduzione di una regolamentazione che costringe le imprese ad agire attivamente può comportare un onere molto più elevato per le PMI che per le grandi imprese.
Con il principio di cui alla lettera b si intende prendere opportunamente in considerazione gli interessi delle PMI, in altre parole «pensare prima ai più piccoli» («think small first»): nell’elaborazione di un atto legislativo occorre innanzitutto tenere conto delle necessità delle PMI e degli oneri che, per effetto della nuova regolamentazione, potrebbero gravare su di esse. Se per esempio una regolamentazione comporta nuovi obblighi di agire i cui costi sono uguali a prescindere dalle dimensioni dell’impresa, in termini relativi sulle imprese più piccole graveranno oneri maggiori. Nei limiti del possibile è bene evitare scenari di questo tipo, per esempio tramite semplificazioni, eccezioni, una regolamentazione differenziata o una clausola opting out. Per tenere conto dell’onere comparativamente maggiore per le PMI è possibile prevedere un test di compatibilità PMI o intavolare un dibattito all’interno del Forum PMI. Un principio simile è contemplato, per esempio, anche dalla legge del 5 gennaio 200955 sullo sgravio amministrativo delle imprese del Cantone di Zurigo (Gesetz zur administrativen Entlastung der Unternehmen, EntlG).
Lettera c
La lettera c stabilisce il principio d’innovazione e il principio della neutralità tecnologica. Un atto legislativo favorisce l’innovazione se incoraggia le pratiche innovative delle imprese; pratiche di questo tipo rendono l’economia più performante. Per valutare se una regolamentazione favorisce l’innovazione è possibile utilizzare uno strumento sviluppato dall’OCSE56. Occorre tenere conto di tre aspetti fondamentali: rigore normativo (regulatory stringency), densità normativa (prescriptive regulations), certezza e prevedibilità (certainty and predictability) delle condizioni quadro di regolamentazione57. Non esistono regole universali per favorire l’innovazione. È importante prendere in considerazione, per ogni singolo caso, questi tre aspetti e le loro possibili conseguenze sulla capacità di favorire l’innovazione.
La neutralità tecnologica prevede che per i mezzi tecnologici utilizzati per verificare il rispetto delle regolamentazioni non siano imposte prescrizioni o limitazioni non indispensabili per raggiungere l’obiettivo della regolamentazione stessa. Le prescrizioni sulle emissioni di CO2 per le automobili sono un buon esempio di regolamentazione neutra dal punto di vista della tecnologia: viene fissato l’obiettivo, ma non la tecnologia del motore da utilizzare (benzina, diesel, elettrico, a idrogeno, ecc.). Fintantoché l’obiettivo è raggiunto, gli importatori di automobili possono scegliere liberamente il tipo di tecnologia del motore.
Lettera d
La lettera d descrive un principio generale volto a garantire la neutralità concorrenziale. Vanno scongiurate le distorsioni concorrenziali, siano esse oggettive o potenziali. Nello specifico, affinché gli atti legislativi non contengano distorsioni di questo tipo, occorre evitare di limitare il numero di fornitori, di restringere la libertà tariffaria delle imprese (sebbene una restrizione di questo tipo sia ammessa, a titolo eccezionale, sotto forma di limiti massimi legali) e di imporre limiti quantitativi o concedere sovvenzioni suscettibili di distorcere la concorrenza.
Il principio della neutralità dello Stato in materia di concorrenza riveste una grande importanza all’interno della Costituzione federale (Cost.)58. L’articolo 94 capoverso 4 sancisce espressamente che sono ammissibili deroghe al principio della libertà economica (che, insieme al diritto fondamentale della libertà economica di cui all’art. 27 Cost., comprende anche il principio della neutralità dello Stato in materia di concorrenza) soltanto se previste dalla Cost. o fondate su regalie cantonali. In questo contesto, la lettera d è volta a garantire che questo mandato costituzionale sia sempre rispettato quando vengono elaborati atti legislativi federali. Occorre tuttavia ricordare che l’obiettivo principale di questo principio è quello di garantire condizioni concorrenziali uniformi per tutti gli operatori del mercato. Pertanto,
53 DEFR (2013), Regulierungsfolgenabschätzung: Handbuch, www.seco.admin.ch/rfa (non disponibile in italiano).
54 Una regolamentazione differenziata tiene conto delle diverse caratteristiche delle imprese (settore, dimensione, complessità, struttura, attività e rischi). Può ridurre i costi normativi, ma anche aumentare la complessità della regolamentazione. Occorre pertanto valutare sempre nei singoli casi se una regolamentazione differenziata risulta opportuna.
55 ZH-Lex, LS 930.1
56 OCSE (2020), Assessing the impacts of laws and regulations on competitiveness (non disponibile in italiano).
57 L’all. 7.1 spiega nel dettaglio i singoli termini.
58 RS 101