Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/62: Ordinanza sui precursori di sostanze esplodenti · 30 pagine

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assoggettare l'acido solforico a restrizioni di accesso. La seconda è se introdurre il livello di accesso «accesso vietato» anche in Svizzera.

Considerando quanto precede, nell'allegato 1 del presente avamprogetto sono riprese in linea di massima le sostanze e le concentrazioni di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2019/1148. Si rinuncia tuttavia a inserire l'acido solforico nell'elenco delle sostanze soggette a restrizioni di accesso. La questione verrà approfondita qui in basso. Il livello di accesso «accesso vietato» sarà introdotto anche in Svizzera. Anche tale questione verrà approfondita di seguito.

Acido solforico non inserito nell'elenco delle sostanze soggette a restrizioni di accesso

Il regolamento (UE) n. 98/2013 non prevedeva restrizioni di accesso per l'acido solforico. Tali restrizioni sono state introdotte dal nuovo regolamento (UE) 2019/1148. Per i privati vige pertanto un obbligo di autorizzazione se le concentrazioni di acido solforico superano il 15 per cento.

In combinazione con il perossido di acetone e l'acetone, l'acido solforico può essere utilizzato per fabbricare l'esplosivo TATP. Tra questi componenti, il perossido di acetone è tuttavia già soggetto a restrizioni di accesso. L'acido solforico può inoltre essere sostituito con altri acidi, per esempio l'acido cloridrico che non è soggetto a nessun tipo di restrizione.

Insieme all'acido nitrico, l'acido solforico può essere anche utilizzato per fabbricare l'esplosivo TNT e sostanze esplodenti simili. L'acido nitrico tuttavia è già soggetto a restrizioni di accesso.

Occorre tener conto che l'acido solforico ha numerosi usi legittimi. Inserendo l'acido solforico nell'elenco delle sostanze soggette a restrizioni di accesso, secondo il registro dei prodotti tenuto dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il numero dei prodotti interessati da tali restrizioni aumenterebbe da circa 110 a circa 180 (cfr. messaggio LPre, n. 3.3). Tale misura andrebbe tra l'altro a colpire le persone in possesso di una piscina privata che utilizzano l'acido solforico in concentrazioni fino al 50 per cento per regolare il pH (sul piano tecnico, in genere sarebbe possibile ripiegare su concentrazioni più basse non soggette ad autorizzazione). Va inoltre considerato che l'acido solforico in concentrazioni superiori al valore soglia del 15 per cento è contenuto in batterie per automobili (accumulatori al piombo). Quest'ampia diffusione dell'acido solforico depone a sfavore di un suo inserimento nell'elenco delle sostanze soggette a restrizioni di accesso. Infatti, nell'UE le batterie per automobili sono escluse dalle restrizioni di accesso. Un'eccezione così significativa mette tuttavia in questione l'intera misura.

Per contro, l'inserimento dell'acido solforico nell'elenco delle sostanze soggette a restrizioni avrebbe il vantaggio di evitare che ci si possa servire della Svizzera per eludere la normativa dell'UE o che privati ignari acquistino liberamente acido solforico in Svizzera e lo trasportino successivamente all'estero (p. es. per la piscina della casa di vacanza) senza conoscere le pertinenti norme in vigore nell'UE.

Come esposto, l'inserimento dell'acido solforico in tale elenco comporterebbe, nell'ottica attuale, solo un beneficio relativamente ridotto in termini di sicurezza. Alla luce di quanto precede si rinuncia pertanto ad assoggettare l'acido solforico a restrizioni di accesso. Tale misura potrà