Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/94: Modernizzazione della vigilanza. Modifica dell’ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS), Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP 2) e di altre ordinanze · 29 pagine

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Il presente articolo stabilisce che verranno rilasciate abilitazioni secondo legge speciale sia per le imprese di revisione che per gli auditor responsabili. Esse saranno iscritte dall’ASR nel registro dei revisori. La LAVS utilizza il termine «capo revisore», mentre l’OSRev quello di «auditor responsabile», poiché nell’ordinanza il termine «capo revisore» è impiegato per la verifica del conto annuale, che va per principio distinta dall’audit di vigilanza. In entrambi i casi si intendono persone fisiche che assumono la responsabilità per il servizio di revisione e verifica.

Art. 11n Organizzazione sufficiente

In questo articolo vengono elencati i tre criteri sui quali si basa la verifica della sussistenza di un’organizzazione sufficiente, che è il requisito necessario affinché un’impresa di revisione possa ottenere l’abilitazione per la verifica delle casse di compensazione AVS.

Lett. a: l’impresa di revisione deve disporre di almeno due auditor responsabili abilitati per la verifica delle casse di compensazione AVS, in modo da essere in grado di operare in qualsiasi momento e senza interruzioni in caso di assenza di una persona.

Lett. b: l’impresa di revisione deve disporre di un minimo di routine e di esperienza o essere in grado di acquisirle. Se entra per la prima volta nel mercato, deve procurarsi almeno due mandati di verifica di casse di compensazione o agenzie entro tre anni dal rilascio dell’abilitazione. Soltanto con questo volume minimo, infatti, gli auditor responsabili possono di regola raggiungere il numero di ore necessarie per mantenere l’abilitazione. La verifica delle casse di compensazione richiede conoscenze specialistiche approfondite, che si possono acquisire soltanto se si opera regolarmente presso diverse casse di compensazione. L’impresa di revisione deve pertanto garantire di ottenere e mantenere un numero sufficiente di mandati su tale mercato.

Lett. c: analogamente a quanto previsto per i servizi di revisione forniti a società anonime, l’impresa di revisione deve documentare tutti i servizi di revisione forniti e conservare tutti i documenti rilevanti per almeno dieci anni. Durante lo stesso periodo, i dati elettronici devono poter essere resi leggibili. I documenti devono consentire una verifica efficiente del rispetto delle prescrizioni legali. Pur non trattandosi di un’abilitazione per imprese di revisione sotto sorveglianza statale, per le quali l’autorità di sorveglianza deve effettuare regolarmente controlli della qualità, l’impresa di revisione deve comunque essere in grado in qualsiasi momento di comprovare la qualità dei propri servizi di revisione.

Art. 11o Conoscenze specialistiche ed esperienza professionale

Cpv. 1: in questo capoverso sono elencati i criteri che, oltre all’abilitazione in qualità di perito revisore, costituiscono i requisiti per una prima abilitazione in qualità di auditor responsabile. I criteri corrispondono a quelli già applicati nella prassi corrente, ma con la presente modifica verranno sanciti a livello di ordinanza, escludendo qualsiasi possibilità di deroga.

Lett. a: la persona in questione deve poter comprovare di aver svolto almeno 250 ore di revisione nel quadro di revisioni principali secondo l’articolo 160 capoverso 2 OAVS nei sei anni precedenti l’inoltro della domanda di abilitazione. In linea di massima, questo corrisponde alla partecipazione a sei revisioni principali di quasi 42 ore ciascuna. Nella maggior parte dei casi, però, una revisione principale dura più a lungo. Non è dunque necessario che la persona sia sempre presente per tutta la durata del mandato. Sono computabili le ore prestate per la verifica della cassa di compensazione AVS, della cassa di compensazione per assegni familiari, compresa la perequazione degli oneri e i conteggi del fondo, nonché delle prestazioni complementari e delle prestazioni transitorie. Gli auditor devono conoscere tutti gli ambiti di verifica esposti nelle Direttive sulla revisione delle casse di compensazione AVS (DRCC) e poter applicare autonomamente le istruzioni tecniche per il calcolo delle prestazioni e la riscossione dei contributi. Il numero di ore in cifre assolute, pari a una media di due settimane di lavoro per anno civile, non è eccessivo, ma resta difficile da raggiungere, considerando il volume di mercato limitato. Occorre quindi trovare un compromesso adeguato tra l’esperienza minima necessaria e la possibilità realistica di raggiungere effettivamente il numero di ore previsto. Gli auditor sono il fulcro della vigilanza. Il 1° pilastro è complesso e costantemente soggetto a riforme e modifiche. Occorrono pertanto specialisti con conoscenze aggiornate tali da consentire loro di esercitare con professionalità la vigilanza su questa