Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/1: Promozione dell’attività lucrativa di persone con statuto di protezione S e agevolazione dell’ammissione di cittadini di Stati terzi che hanno conseguito una formazione in Svizzera: modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione, della legge sull’asilo, dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa e dell’ordinanza sull’integrazione degli stranieri · 34 pagine
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4.2 Notifica all’SPC di persone con statuto di protezione S che non hanno un impiego (art. 53 cpv. 5 AP-LStrI)
4.2.1 Cantoni
a. Approvazione AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SO, SZ, TG, TI, UR, VD, VS, ZG
e ZH approvano la modifica.
Secondo JU in tal modo sarà possibile assistere meglio le persone con statuto di protezione S e agevolare loro l’accesso alle offerte esistenti le quali, grazie a diverse misure d’integrazione o tramite il mercato del lavoro, possono aiutarle a ritrovare un impiego. Ciò consente un monitoraggio più efficace e può contribuire a evitare che le persone restino inattive.
In AG e VD è già prassi cantonale.
b. Ripercussioni
Per JU è necessario analizzare attentamente ogni caso. Il concetto d’integrazione proposto dovrebbe tenere conto della fattibilità delle misure e delle possibilità delle persone interessate, senza tuttavia ricorrere a mezzi sproporzionati per raggiungere l’obiettivo.
Alcuni Cantoni (BL, GL, OW, ZG, ZH) fanno notare che la concorrenzialità sul mercato del lavoro deve costituire un requisito anche per la notifica di persone con statuto di protezione S (come nel caso di rifugiati riconosciuti e persone ammesse provvisoriamente). OW ritiene sia necessario che le persone interessate dispongano di una sufficiente conoscenza della lingua locale (almeno livello A2). Secondo TI occorre notificare soltanto le persone che sono effettivamente pronte a entrare nel mercato del lavoro. Questa selezione deve avvenire sulla base di criteri condivisi, come per esempio l’idoneità al collocamento, per assicurare che l’URC possa prendersene carico in modo adeguato. È necessario inserire tale obbligo all’interno delle collaborazioni interistituzionali (CII) già esistenti, per evitare sovrapposizioni e garantire un impiego più razionale ed efficace delle risorse disponibili sfruttando canali già consolidati.
AR raccomanda vivamente al Consiglio federale di dotare i SPC di mezzi sufficienti, per promuovere anzitutto le competenze linguistiche delle persone con statuto di protezione S. OW auspica che la Confederazione sostenga i costi aggiuntivi dei SPC, determinati dall’introduzione dell’obbligo di notifica per le persone bisognose di protezione.
Secondo LU la modifica comporterà un ulteriore aumento del carico di lavoro, di per sé già elevato, dei consulenti presso gli URC, influendo in maniera negativa sui risultati in termini di efficacia.
AR sottolinea che gli organi d’esecuzione continuano ad applicare in maniera molto limitata i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro alle persone che non hanno diritto all’indennità di disoccupazione (art. 59d LADI) e che le pratiche di esecuzione cantonali variano notevolmente in base alle risorse finanziarie disponibili.
ZH ricorda che la legge sul collocamento (LC; RS 823.11) prevede un trattamento equo tra le persone in cerca di un impiego che non hanno diritto all’indennità di disoccupazione e quelle assicurate che invece vi hanno diritto; la legislazione non prevede un’assistenza o consulenza più intensa per le persone con statuto di protezione S. È pertanto fondamentale un passaggio definito alle strutture ordinarie dei SPC. Sotto il profilo dell’esecuzione è importante che la de-